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“Mani in alto”. In Chiesa vanno in scena le “Lezioni di indisciplina”

Sanctuaire de Lisieux

Exposition des reliques des saints de Lisieux.

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 15/06/18

L'iniziativa a Milano. Il titolo potrebbe sembrare sovversivo. Ma il senso è un altro. E ce lo spiega il parroco del Fopponino

Mani in alto. Lezioni di indisciplina” approda… in chiesa.

La Chiesa di San Francesco d’Assisi al Fopponino a Milano (foto in basso) ha ospitato il 14 giugno questo evento, che, dal titolo, farebbe pensare a qualcosa di rivoluzionario.

Wikipedia

Invece siamo di fronte ad un’iniziativa innovativa, ma che non ha nulla di sovversivo e anti-ecclesiastico. Come spiega al Corriere della Sera (14 giugno) l’inventore del format, l’economista Pierangelo Dacrema:

«Sono un momento di incontro di punti di vista ed esperienze diverse, un simposio d’arte, musica, pensiero economico, poesia, filosofia. È uno spettacolo multidisciplinare nato in Università e poi riproposto al pubblico più ampio, eterogeneo, di teatri, biblioteche e altri luoghi di cultura. Il messaggio di Lezioni è: non ci si può accontentare di un esistente vistosamente imperfetto. È doverosa una reazione, ma s’impone anche una riflessione».




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Nessuna voglia di rassegnarsi

In sostanza “Lezioni di indisciplina” è uno spettacolo teatrale in cui si confrontano un gruppo di persone, credenti e non credenti. «Ognuno di loro – spiega ad Aleteiail parroco del Fopponino Don Serafino Marazzini – a partire dalla propria esperienza professionale, dice perché non alza le “mani in alto”, in senso di rassegnazione, rispetto ad una quotidianità difficile, come quella odierna, dove mancano punti di riferimento e ci si muove in una società spaesata».

Queste persone, «pur criticando il nostro tempo, lasciano con il loro intervento un messaggio promettente, positivo, utile, costruttivo. Ognuno ha dei minuti per esprimersi, e non è previsto un confronto con il pubblico, né un dibattito».

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Dal musicista al performer

Nel caso del Fopponino, il parroco ha presentato cinque parrocchiani che sono saliti sul palco: Marco Recalcati, cappellano del carcere di San Vittore; Sergio Rilletti, disabile e scrittore; Edoardo Romagnoli, fotografo; Franco Strada, presidente di Casa Elena e Ornella Villella, direttore di CeLAV.

A loro si sono affiancati alcuni “storici” ospiti delle edizioni precedenti di “Lezioni di indisciplina”. C’è un gruppo di personalità “fisse”, infatti, che segue l’evento. Tra esse: Renato Mannheimer, sociologo; Michelle Vasseur, artista; Yu Yashima, clavicembalista; Alessandro Aleotti, saggista; gli autori Pierangelo Dacrema, economista; Paul de Sury, economista; Michelangelo jr. Gandini, performer; KO Mannarelli, performer.

Perchè in Chiesa?

Perché scegliere una Chiesa come “teatro” del simposio? «L’Antica chiesa del Fopponino è già aperta a eventi – aggiunge Don Serafino – e mi è sembrato un luogo adatto anche a questo. Apprezzo questa iniziativa, che vuole essere uno stimolo ad avere uno spirito critico, a pensare per guardare con occhi nuovi per arrivare a un cambiamento positivo».

Il professore Dacrema è un suo parrocchiano, che qualche tempo fa gli ha illustrato l’iniziativa. “Lezioni di indisciplina”, infatti, è nata nel 2002 all’Università della Calabria: da allora lo spettacolo si è svolto al Piccolo Teatro Strehler di Milano, all’Università Statale di Milano, alla Sapienza di Roma, al teatro Randano di Cosenza ed in altre location. Hanno partecipato tra gli altri artisti del calibro di Beppe Servillo, Malika Ayane, Philippe Daverio, Alda Merini, Moni Ovadia.

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