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Calciatori sacerdoti: trovare la felicità anche senza vincere il Mondiale

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Esteban Pittaro - pubblicato il 14/06/18

Chase Hilgenbrinck e Phillip Mulryne sanno cosa significa vivere di calcio, ma sanno anche molto bene che ci sono chiamate più grandi che vale la pena di seguire

Chase Hilgenbrinck e Phillip Mulryne erano grandi calciatori. Hilgenbrinck, statunitense, è arrivato a rappresentare il suo Paese nella squadra giovanile. Mulryne era invece una promessa del Manchester United e nella Nazionale del’Irlanda del Nord. Qualcosa di più attraente del vivere di sport ha però bussato alla loro porta, e hanno risposto a quella chiamata.

Chase è nato a Bloomington, nell’Illinois, nel 1982 in una famiglia cattolica. Il suo talento profilava una carriera nel football universitario, in cui ha difeso la maglia della Clemson University, distinguendosi come difensore. Non essendo stato convocato da una squadra della Major League Soccer alla fine dell’università, ha seguito il consiglio di un allenatore e ha portato avanti la sua carriera in Cile, dov’è arrivato nel 2004.

Il “Gringo” Chase, com’è conosciuto nel Paese andino, si è distinto soprattutto nel Club Deportivo Ñublense, squadra con la quale è arrivato alla Prima Divisione, inaugurando quello che sarebbe stato il momento sportivo più importante del club cileno.

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Nei 90 minuti della partita era un pilastro della squadra, e lo era anche fuori dal campo, visto che è arrivato a organizzare gruppi di lettura della Bibbia tra i giocatori.

Il gruppo è stato fondamentale per sostenere lo spirito di quella squadra che ha fatto la storia, ma in quel periodo “El Gringo” ha maturato una vocazione che avrebbe confermato una volta tornato in patria.




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Hilgenbrinck ha lasciato il calcio nel 2008, è entrato in seminario e nel 2014 è stato ordinato sacerdote. Nel 2016 è tornato in Cile e ha celebrato una Messa con la comunità che prima lo incoraggiava come giocatore e ora lo sosteneva come sacerdote. Attualmente è vicario parrocchiale e cappellano di liceo nella sua diocesi, Peoria.

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Philip Mulryne ha qualche anno più di Hilgenbrick, ma il suo iter di vita è stato piuttosto diverso. Giovane talento dell’Irlanda del Nord, era una promessa del Manchester United, anche se non è arrivato a giocare in Prima Divisione.

È passato al Norwich City, nella Seconda Divisione, e poi a varie altre squadre, riuscendo a vivere in modo agiato. “Mi sono comprato tre o quattro macchine in un anno perché ero annoiato e volevo sempre di più. Nulla era sufficiente. Pensavo che quello stile di vita mi avrebbe reso felice”, ha confessato in seguito.

Gli infortuni e alcune questioni disciplinari lo hanno allontanato dal mondo del calcio, dal quale si è ritirato a 31 anni. Uomo in costante ricerca, ha trovato nella carità e nella fede il senso che non riusciva a trovare guadagnando 600.000 sterline all’anno.

Nel 2009 è entrato nel seminario di Belfast, e nel 2012 nel noviziato domenicano. Ha svolto la professione come Domenicano nel 2016, ed è stato ordinato sacerdote nel 2017.

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