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La dimensione spirituale del parto naturale

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Lírio entre Espinhos - pubblicato il 12/06/18

Avete già riflettuto sul lato spirituale del fatto di mettere al mondo un figlio?

Forse non vi siete mai fermati a pensare alla scelta tra parto naturale e parto cesareo. Forse siete cresciute sentendo dire che il parto naturale è orribile, che fa troppo male. Forse tutti i medici che avete consultato vi hanno riferito solo dei miti rispetto al parto naturale, presentandovi il cesareo come l’opzione migliore. Forse non avete mai riflettuto sul lato spirituale del fatto di mettere al mondo un figlio. In vista del mio secondo parto, ho pensato che fosse importante parlarne.

Il parto cesareo

Io che apro il grembo materno, non farò partorire?» dice il Signore. «Io che faccio generare, chiuderei il seno?» dice il tuo Dio” (Isaia 66, 9).

Purtroppo siamo inserite in una cultura che sostiene il cesareo. In Brasile i parti di questo tipo arrivano addirittura al 55,6%. Apparentemente il parto naturale è stato messo in secondo piano, e questo sembra tanto… naturale. Il cesareo, che è un intervento chirurgico, è ormai considerato una scelta personale e il modo più comune di mettere al mondo un figlio, ma è proprio così?

In primo luogo, parliamo del cesareo. È un procedimento chirurgico che salva vite, ma non per questo smette di essere un intervento. Comporta molti effetti collaterali e anche dei rischi, e per questo dev’essere eseguito se c’è una reale necessità, perché non è il modo naturale di nascere né il migliore.

Karen Mortean, sulla pagina Fertilidade Inteligente, ha pubblicato un post riassumendo le indicazioni reali per effettuare un cesareo. In questa pagina, nonché in altre come Auxílio no Parto, troverete un’infinità di buon materiale sul tema. Indico anche la pagina del mio ostetrico, il dottor Frederico Bravim.

Benefici del parto naturale

I benefici del parto naturale sono numerosi:

  • in primo luogo, non ci si deve sottoporre a un intervento
  • i rischi di infezione sono minori
  • il travaglio favorisce la produzione di latte materno
  • la madre può tenere in braccio il bambino appena nato e stimolare l’allattamento
  • il legame di quel momento è fondamentale per la madre/padre e il bambino
  • l’utero torna alle sue dimensioni normali più rapidamente
  • ci sono benefici psicologici per la madre
  • le complicazioni sono meno frequenti
  • il recupero dopo il parto è rapido
  • non c’è bisongo di separare la madre dal bambino
  • ci sono meno problemi respiratori per il bambino
  • ci sono minori rischi di nascita prematura…

Purtroppo, al di lè della cultura favorevole al cesareo, in alcuni Paesi come il Brasile vengono messe ancora in atto pratiche superate che fanno sì che molte donne soffrano di violenza ostetrica quando scelgono il parto naturale.




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Molti professionisti sono poi disonesti e ingannano le donne, ad esempio per non doversi sacrificare ad accompagnare una gestante in travaglio per molte ore di seguito. Per questo, è importante cercare équipes davvero affidabili.

Una questione spirituale

In pochi anni la nostra società ha subìto cambiamenti profondi e rapidi in tanti settori. In particolare, la vita si è riempita di comfort, lasciandoci molli e deboli, pronti a sfuggire alla sofferenza a qualsiasi costo.

Il problema non è tanto avere dei comfort, visto che molte delle invenzioni sono un aiuto e le condizioni finanziarie hanno permesso una vita un po’ meno dura, nel senso di potersi godere alcune cose positive che prima erano impossibili.

La conseguenza principale di questo cambiamento è che ci siamo disabituati a soffrire, a dare valore al costo delle cose, e abbiamo iniziato ad affrontare qualsiasi piccolo graffio come un dolore insopportabile e a infastidirci per tutto.

Molte donne optano per il cesareo proprio per sfuggire al dolore.

La dottoressa Alice, nel suo libro O privilégio de ser mulher, ha scritto:

“Il parto è un evento con una certa sacralità. Anche se i dolori agonizzanti di molte donne sono una terribile conseguenza del peccato originale, la bellezza dell’insegnamento della Chiesa cattolica mostra chiaramente che gli sforzi femminili e le grida di agonia che precedono l’arrivo nel mondo di un’altra persona hanno un profondo senso simbolico. Come Cristo ha sofferto i dolori agonizzanti della crocifissione per riaprirci le porte del cielo, così anche la donna ha ricevuto il ricco privilegio di soffrire perché un altro bambino creato a immagine e somiglianza di Dio possa entrare nel mondo”.

Non sentitevi meno madri o meno donne per esservi sottoposte a un cesareo necessario o per essere state ingannate, per aver avuto paura di subire violenza ostetrica e altro. Dio conosce il nostro cuore e la nostra realtà. Quello che voglio proporre in questo testo è una provocazione, una riflessione.

Il Signore ci dà grazie specifiche per ogni situazione nella vita. Non possiamo dire che confidiamo in Lui solo riguardo al numero dei figli – dobbiamo avere fiducia filiale nel fatto che Egli ci aiuterà al momento di metterli al mondo. Ciò non vuol dire che non dobbiamo approntare i mezzi necessari per avere un buon parto, come informarci, pregare, curare la nostra salute, cercare luoghi ed équipes affidabili, ecc.

Nelle Sacre Scritture si legge: “La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo” (Giovanni 16,21). Ed è vero! Se è la paura del dolore che vi allontana da quell’esperienza così grandiosa e piena di significato, sappiate che ci sono innumerevoli modi per alleviarlo, come la presenza di una doula, massaggi, esercizi, respirazione, bagni e anestesia.




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È impossibile non collegare l’alto indice di cesarei con un controllo velato della natalità. È certo che parti naturali ripetuti sono molto migliori per noi che desideriamo una famiglia numerosa. I cesarei ripetuti presentano infatti dei rischi, e molte donne sono state ingannate, dissuase ad avere altri figli o a tentare il parto naturale o perfino sottoposte a legatura delle tube per questo.

Ci sono molti casi di 8 o 9 cesarei, ma non vuol dire che non comportino dei rischi.

La questione di base è che esistono donne che credono di non poter fare più di tre cesarei, ad esempio, e i medici usano questo fatto per il controllo della natalità, mettendo in atto terrorismo psicologico. È importante che il parto naturale sia promosso e cercato anche se in precedenza ci si è sottoposte a cesareo. È del tutto possibile, e ci sono dei racconti incredibili! Raccomando questo post circa il numero di cesarei a cui può essere sottoposta una donna.

Una riflessione

Anche se il vessillo del parto è in genere sventolato soprattutto dalle femministe, non significa che sia una lotta soltanto loro e che dobbiamo ignorare la questione. Il parto naturale è innanzitutto creato da Dio. È così che il Creatore ha pensato che dovessero venire al mondo i bambini, e dopo il peccato originale devono arrivare tra i “dolori del parto”. Il parto non è una questione ideologica, ma naturale, perché esiste fin dalla creazione.

Quando iniziamo ad addentrarci nel mondo del parto naturale, del parto umanizzato, entriamo in un discorso che viene nello stesso “pacchetto”: una presunta presa di potere da parte della donna, protagonismo, una lotta, una bandiera. Ma il parto è molto più di questo. Dobbiamo liberarci da tutto questo approccio ideologico.

Dobbiamo riprendere quello che ci appartiene, quello che è naturalmente buono, che porta al Bene: il parto che rispetta il processo fisiologico naturale, con un‘équipe medica competente e onesta, che si basi su prove scientifiche e offra sia alla donna che al bambino e alla famiglia un’esperienza felice.

Bisogna capire innanzitutto che il parto naturale è un processo fisiologico e non patologico. San Giovanni Paolo II, nella Lettera Mulieris Dignitatem, dice che “l’analisi scientifica conferma pienamente come la stessa costituzione fisica della donna e il suo organismo contengano in sé la disposizione naturale alla maternità, al concepimento, alla gravidanza e al parto del bambino” (n. 18).

Un parto non ha bisogno di interventi superflui: tutte siamo state create per dare alla luce. Ci sono tante storie di parti traumatici, perfino violenti, che portano alcune coppie a chiudersi a nuove vite, e anche tanti casi di cesarei superflui e ripetuti che diminuiscono la possibilità di nuove gestazioni sia per veri rischi che per il parere dei medici.

Oltre a questo, ci siamo fermate a pensare alla profondità dell’esperienza di dare alla luce un figlio? Sottoporci volontariamente a una dedizione così grande che ci costerà molto… Come ha scritto Kimberly Hahn, “quello che una donna fa dando alla luce un figlio è, a imitazione di Cristo, dare la vita per l’amico”.

Il venerabile Fulton Sheen ci insegna che “ogni nascita richiede sottomissione e disciplina. Nella donna la sottomissione non è passiva, è sacrificale. Non sono solo i giorni della donna, ma anche le notti, e non è solo l’anima, ma anche il corpo, a dover condividere il Calvario della maternità. È per questo che la donna ha della dottrina della Redenzione una comprensione più nitida degli uomini. Dando alla luce, può associare alla vita il rischio della morte e comprendere il sacrificio di sé per un altro essere nei mesi scomodi della gestazione”.

“I dolori che la donna sopporta nel travaglio del parto aiutano a espiare i peccati dell’umanità e traggono il proprio significato dall’agonia di Cristo sulla Croce. Le madri sono quindi non solo co-creatrici con Dio, ma corredentrici con Cristo nella carne”.

Non è che chi si sottopone a un cesareo superfluo non affronti la sofferenza o non sia un’offerta viva. Alla fin fine spesso desideriamo un parto naturale ma finiamo per sottoporci a un intervento per necessità, e questo non diminuisce la donazione di sé.

Dobbiamo essere donne coraggiose e fare della nostra vita e del nostro corpo un’offerta viva, un sacrificio vivo, come ha fatto il Divino Agnello. Benedetti i figli generati nella Croce! Solo quello che passa per lei è fecondo. Più ci offriamo per loro, più i nostri germogli saranno frutti di santità.

Mettiamo da parte il discorso vittimista, capriccioso e meschino per il quale il parto è qualcosa di terribile. Il parto naturale è meraviglioso! Inteso e vissuto come dev’essere, in un’ottica e in una realtà cattolica, il parto è per noi la morte a noi stesse tra dolori, sudore e sangue, come è morto Nostro Signore, che ha versato sangue e acqua sulla Croce perché gli altri avessero vita.

La scelta più felice è quella di poter dare la vita per le persone che amiamo. O, come ci insegna San Josemaría, “l’amore è sacrificio, e il sacrificio, per Amore, gioia”.

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