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«Dopo aver perso mia nonna e mio figlio non riesco più a credere in Dio»

MAN THINKING
Shutterstock
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Come approcciarsi con una persona che un tempo era credente e ora non lo è più? Ecco una risposta efficace

«Io ho provato a credere in Dio. Mille e mille volte da quando sono nato. Ho cominciato da bambino, quando all’oratorio un frate ci ripeteva le Ave Marie (…) Mille volte stavo per dire sì, ci credo. Poi capitava sempre qualcosa…».

Esordisce così il professore Pino Enzo Beccaria, in una lettera ad Avvenire (12 giugno). La morte della nonna che tanto amava, poi la scomparsa prematura del figlio per una febbre sconosciuta, lo hanno portato sulla strada dell’ateismo.

«Ho provato a volare mille volte, e sempre qualche sciagura incontrollata mi ha ributtato a terra. Penso che se Dio ci fosse stato, almeno un volo sarebbe arrivato alla meta. Ma non mi lamento, aspetto gli anni a venire, e voglio viverli istante dopo istante. Non chiedo pietà, e nemmeno tenerezza. Sono un fiore, finché c’è il sole. Poi comincerà a piovere. Per una malattia o per un altro dolore che non sopporterò, finirò mischiato al fango. Chissà chi mi calpesterà per primo».

Il Sabato Santo di ognuno di noi

Al professore Beccaria, replica la giornalista ed opinionista di Avvenire Marina Corradi con una risposta molto efficace.

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