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«Scrivendo su padre Hamel ho scoperto un amico». Parla l’autore della prima biografia del prete francese martire dell’Isis

© Marc-Antoine Mouterde

Agnès Pinard Legry - pubblicato il 12/06/18

Autore e realizzatore di film per la TV, Armand Isnard si racconta ad Aleteia sul suo nuovo libro: la prima biografia di padre Jacques Hamel.

Assassinato il 26 luglio 2016 mentre celebrava la messa nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, padre Jacques Hamel è progressivamente diventato un simbolo, un modello. Mentre è stato aperto un processo in vista della sua beatificazione (la prima udienza si è tenuta il 20 maggio 2017 ed è stata organizzata dal postulatore della causa, padre Paul Vigouroux), Armand Isnard pubblica la prima biografia del sacerdote. Lo abbiamo intervistato.




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Agnès Pinard Legry: Che cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Armand Isnard: Dopo l’assassinio di padre Hamel, nel luglio 2016, nella sua chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvrai, molte cose sono state dette e scritte nei media sull’attentato, sulle conseguenze di un simile atto e via dicendo. Ma io ho realizzato che nessuno aveva evocato l’uomo, nessuno conosceva padre Jacques Hamel. Con questo libro – modestamente – ho voluto offrire un mezzo per scoprire chi fosse questo prete, questo parroco di campagna. La sua infanzia, la sua precoce vocazione, la sua generosità, la sua umiltà, il suo servizio militare in Algeria ma anche il suo bel carattere sono altrettanti elementi che permettono di capire il senso del suo martirio (che solo il processo di beatificazione può stabilire, N.d.R.). Roselyne Hamel, la sorella di Jacques Hamel, mi ha recentemente confidato: «Tutti i giorni, leggendo il suo libro avevo l’impressione di essere con lui». È la cosa più bella che mi si possa dire.




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A. P.L.: E allora… chi era padre Hamel?

A. I.: Ecco, questa è stata una delle difficoltà del mio libro. Padre Hamel ha avuto una vita semplicissima, chiara come era quella di tanti parroci di campagna qualche anno fa. Se sua sorella mia ha spiegato che in questi ultimi dieci anni si era molto aperto, Jacques Hamel non era comunque un uomo timido; rendeva soprattutto testimonianza di una grande umiltà. Mettendo da parte il dramma del suo assassinio, padre Hamel è per tutti noi un esempio di semplicità, di profondità. Più avanzava nella vita, più il suo dialogo con Dio era intenso. E tuttavia era un uomo di questo mondo, in ascolto degli altri. Scrivendo questo libro ho anche scoperto il carattere di padre Hamel: gli saltava facilmente la mosca al naso, ma tutti glie lo perdonavano perché era capace di tornare sui propri passi.


ROSELINE HAMEL

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A. P.L.: Che cosa lascia dietro di sé?

A. I.: Jacques Hamel è un esempio tanto più forte nell’epoca in cui viviamo. Prete di parrocchia, è stato in contatto con numerosi parrocchiani: credenti, non credenti… Ma è rimasto quel che era. Fino ai suoi 86 anni, è rimasto autentico. Tutti noi recitiamo una parte, in qualche punto della nostra vita, ma lui è stato di una sincerità totale. Mi fa pensare a san Francesco d’Assisi: la santità è la nostra vocazione, non si tratta di compiere prodigi ma di amare, nel concreto delle nostre vite. Jacques Hamel ha amato, fino all’ultimo respiro. A titolo personale, penso spesso a padre Hamel, perché il mio quotidiano me ne ha dato l’opportunità. Scrivendo su padre Hamel, ho scoperto un amico.




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A. P.L.: Fra poco saranno due anni dal suo assassinio: per padre Hamel è attualmente in corso la causa di beatificazione. Papa Francesco ha anche dichiarato pregare perché sia riconosciuto santo. Lei che ne pensa?

A. I.: Ha seguito una via spirituale fatta di umiltà e di semplicità. Padre Hamel era ricco di povertà. Nella sua omelia per la festa di Ognissanti, il 1o novembre 2015, padre Hamel disse:

Sono numerosi i santi che festeggiamo il 1o novembre. Ne conosciamo qualcuno per nome. Sono indicati nel calendario liturgico. In questa folla innumerevole, molti sono anonimi. Li si credeva perduti, ma sono viventi davanti a Dio, partecipano alla pienezza del suo amore. Essi hanno creduto e amato, in fondo alle loro vite. Ecco perché sono vicini a Dio. La santità è pure la nostra vocazione.

Padre Hamel è vissuto d’amore ed è morto da martire. La sua beatificazione è per me un’evidenza.




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PÈRE JACQUES HAMEL
Edition Artège

Armand Isnard, Père Jacques Hamel, Artège 2018, 172 pagine, 15,90 euro.

[Traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

Tags:
isisislamismomartirioPadre Jacques Hamel
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