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La questione della nave Aquarius e dei porti chiusi ve la spieghiamo noi

© Patrick Bar / SOS Méditerranée France

L'Aquarius fait renaître l'espoir aux migrants © Patrick Bar / SOS Méditerranée France

Lucandrea Massaro - pubblicato il 11/06/18

Cosa pensa la Chiesa?

C’è chiaramente un dato umanitario in ballo. La scelta del Governo italiano può essere legittima sul piano del diritto internazionale, diversamente può essere discutibile su quello morale, specialmente da un ministro che più volte ha fatto riferimento al Vangelo nei suoi comizi.

Il timore della Chiesa è lo sfruttamento dei migranti avvenga anche da parte dei governi per fini strumentali di propaganda, e non possiamo no pensarci visto che proprio ieri la Lega ha registrato nuove importanti vittorie in molti comuni andati al voto domenica. Michel Roy, segretario generale di Caritas Internationalis ha spiegato a Vatican News che:

«attaccare i migranti è una “soluzione” semplice, ma non è la soluzione vera ai problemi. Ci sono problemi creati dalla globalizzazione, però i migranti sono le conseguenze dirette di questi problemi. Si muovono perché non possono più vivere a casa loro! Sono migrazioni forzate: non partono per turismo. Allora, i migranti non possono essere considerati persone che hanno la colpa per questi problemi: è il contrario! Quello che domandiamo attraverso la campagna è: “Per favore, siano aperte le porte e siano aperte le menti e i cuori”. Anche ai politici chiediamo di non “usare” i migranti come se fossero dei problemi. Ciò che domandiamo ai politici è, per prima cosa, di portare avanti politiche di accoglienza, che siano umane. Come seconda cosa, di lavorare alla risoluzione di problemi che fanno sì che la gente fugga dalla propria terra».

Sulla stessa linea, cioè la fedeltà al Vangelo la Caritas Ambrosiana

Come riferisce in una nota la Comunità Papa Giovanni XXIII la questione dell’accoglienza dei migranti è un dovere crisitano e fa il caso di Ola (nome di fantasia), 11 anni , che è fra i 28 minori stranieri non accompagnati che sono sbarcati sabato mattina a Reggio Calabria. Ola, spiega la nota

È arrivato solo: mamma è papà sono stati uccisi in Libia, durante il suo disperato viaggio della speranza. Sulla nave anche altri adulti vittime di tortura, ora ricoverato per accertamenti. «Ola è in stato confusionale, è emotivamente molto provato. Dimostra di essere più piccolo di quanto ha dichiarato. Molti minori durante gli sbarchi mostrano i segni delle sofferenze e delle torture subite durante il viaggio attraverso il deserto e la permanenza in Libia», riferisce Giovanni Fortugno,referente ambto immigrazione della Comunità Papa Giovanni XXIII. Adesso Ola è ospitato come in famiglia, in una casa per l’accoglienza dei minori della Comunità.

Lo sbarco di sabato è stato definito “Il Primo Sbarco dell’era Salvini”, ma l’Associazione di Don Benzi mette in guardia.

«Sabato si è assistito ad una mercificazione delle persone, non solo da parte dei trafficanti, ma anche della politica. Il Governo sa che i flussi migratori non si possono fermare, ma vanno governati», commenta Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, che aggiunge: «A Reggio Calabria abbiamo assistito ad una risposta umana, di Chiesa, all’emergenza, che vuole essere un sollecito alla società civile e al terzo settore. Chiediamo al Presidente del Consiglio Conte un tavolo tecnico dove si possa riflettere insieme. I migranti in mare vanno soccorsi ed accolti,il nuovo Ministro dell’Interno ritorni ad un’azione politica congiunta con le altre potenze europee e cerchi il dialogo con la Libia».

La Comunità Papa Giovanni XXIII partecipa a Reggio Calabria al Coordinamento Ecclesiale “Emergenza sbarchi” che garantisce il sostegno alla persona nei momenti dello sbarco e nelle strutture di primo soccorso.

Riuscirà il nuovo Governo a regolare i flussi di migranti e richiedenti asilo senza perdere di vista i doveri di solidarietà umana? Il tema di fondo è tutto lì, e vedremo se la decisione sarà strumentale e temporanea oppure no, Salvini vuole trattare con l’Europa, almeno per ottenere più risorse che la UE probabilmente gli concederà volentieri pur di trasformare l’Italia in una sorta di stato cuscinetto con l’Africa. Sperando che nel frattempo non muoia più nessuno nel Mediterraneo.

AGGIORNAMENTO 15:18:  La Spagna accoglierà la Aquarius, la nave con oltre 600 migranti soccorsi al largo della Libia e fermata mentre è in corso un braccio di ferro tra Italia e Malta sul porto. Lo ha fatto sapere lo stesso premier spagnolo, il socialista Pedro Sanchez.  “È nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”,  ha dichiarato il premier spagnolo nell’annunciare di voler accogliere la nave nel porto di Valencia (RaiNews)

AGGIORNAMENTO: 15:45: Matteo Salvini è intervenuto presso la sede della Lega e in conferenza stampa ha detto:

“Avevamo dato indicazione di trasbordare donne e bambini dalla nave Aquarius. Il nostro obiettivo è di salvare di vite umane prima della partenza. La nave non ci aveva risposto”, ha continuato il il vicepremier. “Il problema è stato risolto grazie al buon cuore della Spagna. Evidentemente l’Ue non può andare avanti a buon cuore”. “Sui migranti stiamo lavorando sui costi, vogliamo spendere di meno per l’accoglienza”. “I tempi di smaltimento delle richieste attualmente arrivano a tre anni. Vogliamo accelerare le procedure” “Lavoriamo anche sui costi, a garanzia dei rifugiati veri. Lo spreco di soldi e tempo va a loro danno, che finiscono in un calderone con chi non ha diritto allo status di rifugiato”. “Stiamo lavorando con il ministro Moavero Milanesi per contattare la Commissione Europea, affinché adempia a dei doveri mai rispettati nei confronti dell’Italia” (TPI)

Così in serata la senatrice Liliana Segre che – un po’ a sorpresa – pur non condividendo la scelta del respingimento della Aquarius, tuttavia comprende che le responsabilità va cercata nell’Europa che ha lasciato sola l’Italia:

Aggiornamento: 12/06 ore 9:22 – I 629 migranti a bordo della Aquariusandranno (forse) a Valencia (la nave è sprovvista di sufficienti provviste per affrontare un viaggio di 5 giorni) ma i 937 a bordo della nave Diciottidella Marina militare italiana arriveranno domani al porto di Catania. Porti italiani chiusi, dunque, ma a singhiozzo e solo alle navi umanitarie. È questa la decisione presa questa sera dal Viminale che ha assegnato alla Diciotti l’approdo a Catania. Decisione inevitabile visto che i migranti, soccorsi tutti da mercantili di passaggio chiamati dalla sala operativa di Roma e da motovedette italiane, sono stati trasferiti a bordo della capiente nave della Guardia costiera italiana alla quale certamente il governo non può inibire l’approdo in un porto italiano. La Diciotti, dunque, con il suo consistente carico di persone arriverà domani aprendo così la strada a quella che è la linea del Viminale: porti aperti solo alle navi militari (Rep)

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europamatteo salvinimigranti
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