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4 grandi occasioni in cui chiedere aiuto al proprio Angelo Custode

UMB-O/Shutterstock
Non diventeremo un angelo custode quando moriremo

Gli angeli sono una parte separata della creazione di Dio, e noi non diventeremo un essere completamente nuovo quando moriremo. Rimarremo umani, e se ci verrà concessa la Visione Beatifica saremo trasfigurati e riceveremo il nostro corpo risorto alla fine dei tempi.
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Beati quelli che pregano gli angeli in ogni circostanza! Ecco quattro circostanze in cui indirizzarsi al loro aiuto è vivamente raccomandato

Tutte le occasioni sono buone per invocare il proprio angelo custode. Per superare una difficoltà, un imprevisto… Ma anche per superare passaggi importanti della vita perché – come disse il Curato d’Ars in un sermone per la loro festa –: «Essi sono con noi il giorno, la notte, in ogni tempo e in ogni luogo». Padre Pio, da parte sua, raccomandava anch’egli: «Non dimenticate mai quel compagno invisibile, sempre presente, sempre pronto ad ascoltarci e ancora di più a consolarci». Tra le grandi occasioni che richiedono un forte impegno della persona, se ne possono citare quattro in cui invocare il proprio angelo custode è vivamente raccomandato: le sessioni degli esami; il matrimonio; le sessioni di affari; le malattie da affrontare.

Gli esami

I periodi di esame sono momenti importanti nella vita di un giovane. È in gioco il suo avvenire. Invocare l’aiuto dell’angelo custode non può che rinforzare le conoscenze che gli sono necessarie per superare gli esami o i concorsi. Al di là del potenziale che può avere e dell’intelligenza del professore nel trasmettere il proprio sapere. Un angelo è equipaggiato per comunicare l’amore e la passione – nel caso di specie quella per gli studi. Durante la preparazione, o alla vigilia di un colloquio, di un orale, di un concorso, domandategli:

Angelo di Dio, che sei il mio fedele custode e alle cure del quale sono stato affidato dalla Pietà celeste, degnati in questa giornata (o in questa notte) di illuminarmi, custodirmi, reggermi e governarmi. Amen.

Il matrimonio

Avere un matrimonio felice è cosa essenziale. Per cementare l’amore che ha permesso l’unione, per custodire la vita di coppia, per salvare il matrimonio in caso di rotture, la preghiera è un grande rifugio. E si sa che gli angeli custodi inviano segnali ai loro protetti per servire il loro bene. Grazie al loro aiuto è possibile vivere in armonia e sempre nell’amore, superando gli alti e i bassi per i quali i matrimoni passano. Allora invece di rarefare le nostre preghiere – come spesso capita – conviene invocare la loro intercessione aggiungendo questa piccola preghiera:

Mio santo angelo custode, io benedico Dio per la missione che ti ha affidato sulla mia vita. Ti ringrazio di guidarmi per compiere la sua volontà. Con l’angelo custode del mio futuro coniuge intercedi perché la gloria di Dio esploda nella realizzazione del suo piano per il nostro matrimonio. Amen.

La vita professionale

Prima di impegnarsi in affari importanti, o in caso di grandi difficoltà professionali, ricordatevi del Salmo 90: «Egli darà ordine per te ai suoi angeli / di custodirti in tutti i tuoi passi». Ma ricordarsi anche della monaca benedettina santa Geltrude – grande teologa e mistica del XIII secolo, che affidava l’anima e il corpo all’angelo di Dio – torna pure utile. Egli era la sua guida e il suo custode, il suo “Principe della pace”, diceva: «L’angelo del grande consiglio». Fate come lei durante gli esercizi spirituali: attraverso l’angelo, chiedete a Dio di inviarvi «il sale della sapienza e lo Spirito d’Intelletto».

La malattia

La sofferenza è un altro fatto importante della vita. Essa fa parte della condizione umana, talvolta è anche molto dura a viversi. A quanti soffrono Padre Pio raccomandava di porre il loro “migliore” conforto nella preghiera. E anche lì, i nostri angeli custodi hanno tutto l’occorrente per aiutare i loro protetti nella malattia e nella sofferenza. Non hanno aiutato i martiri a sopportare i loro crudeli supplizi? Non hanno guarito le loro piaghe? Non li incoraggiavano nella prova? Non li liberavano dalle catene? Dunque davvero essi sono in grado di aiutare a sopportare le sofferenze. Più di qualsivoglia medico o infermiere. A condizione che li si invochi con fiducia, per sé o per una persona vicina, che talvolta viene colpita duramente. Ecco una preghiera a san Raffaele, il capo degli angeli custodi, l’angelo della Provvidenza che veglia su tutta l’umanità:

Vieni in mio soccorso, glorioso Principe, te ne supplico, grande medico delle anime e dei corpi. Tu che hai guarito gli occhi di Tobia, dona ai miei occhi la luce fisica e alla mia anima quella spirituale; allontana da me ogni tenebra con la tua celeste apparizione. Così sia.

Cliccate sulla prima immagine per vedere la galleria sulla gerarchia celeste:

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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