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Lo strano simbolismo del Sacro Cuore

SACRED HEART

Public Domain

Stephen Beale - pubblicato il 08/06/18

Cosa significano le fiamme, la luce, le frecce e la corona?

Il Sacro Cuore è tra le immagini devozionali cattoliche più familiari e toccanti, ma il suo simbolismo può anche essere strano. In questo mese abbiamo celebrato la festa Sacro Cuore, e allora ecco una spiegazione di alcuni dei suoi elementi.

Le fiamme. Il Sacro Cuore riporta alla mente la Passione di Cristo sulla croce. Figurano la corona di spine, la croce, in genere sopra al cuore, e la ferita della lancia che ha perforato il fianco di Gesù. Ma perché il Sacro Cuore viene sempre mostrato come se fosse in fiamme? Sicuramente non è accaduto nella crocifissione.

Ci sono tre ragioni dietro questo fatto. In primo luogo, dobbiamo ricordare che il sacrificio di Gesù sulla croce è stato la consumazione perfetta di tutti i sacrifici dell’Antico Testamento. Questo include necessariamente le offerte bruciate, che secondo la Jewish Encyclopedia erano la più elevata forma di sacrificio nell’antico Israele. Un tipo precoce di sacrificio di questo tipo è quello che Abramo stava per mettere in atto con suo figlio Isacco.

In secondo luogo, nell’Antico Testamento il fuoco è sempre associato all’essenza della divinità. Pensate al roveto ardente che parlò a Mosè, alla nube di fuoco sul Sinai e alle fiamme dal cielo che consumarono il sacrificio di Elia. Questa spiegazione si adatta al resoconto evangelico della crocifissione, in cui il fianco perforato di Cristo ha rivelato il Suo cuore mentre il velo del Tempio si squarciava, svelando il Sancta Sanctorum, in cui era presente Dio.

L’immagine del fuoco associato al cuore rappresenta infine l’amore appassionato di Cristo per noi. Un’immagine devozionale francese del XIX secolo riporta sul Sacro Cuore le parole “Voilà ce Cœur qui a tant aimé les hommes”, “Ecco il cuore che ha tanto amato gli uomini”.

Un’esclamazione tradizionale è “Sacro Cuore di Gesù, che ardi d’amore per noi, infiamma il nostro cuore d’amore per Te”. Lo vediamo accadere nei Vangeli, in cui i discepoli sulla via di Emmaus si sono resi conto che il loro cuore “ardeva” dopo il loro incontro con Gesù.

I raggi di luce. Guardate più da vicino l’immagine del Sacro Cuore. C’è qualcos’altro oltre alle fiamme – raggi di luce. In Giovanni 8, 12, Cristo dichiara di essere “luce del mondo”. Nell’Apocalisse (21, 23) ci viene detto che nella nuova Gerusalemme alla fine dei tempi non ci sarà bisogno della luce del sole né della luna, “perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello” (Gesù).

La luce, come il fuoco, è un simbolo di divinità. Pensate alla Trasfigurazione e alla luce accecante che Paolo ha sperimentato sulla via di Damasco. Come luce del mondo, Cristo è colui che ci “illumina”, rivelandoci Dio. Il Sacro Cuore rappresenta il culmine dell’autorivelazione divina, mostrandoci la profondità dell’amore di Dio per noi.

Le frecce. La corona di spine e la lancia hanno un senso, ma a volte il Sacro Cuore è raffigurato anche con delle frecce. Ancora una volta, non è qualcosa che troviamo nei Vangeli. Una spiegazione è che la freccia rappresenti il peccato. È quello che sembra che il Signore stesso abbia detto in una rivelazione privata a Santa Maria di San Pietro. La freccia potrebbe anche richiamare un’antica metafora romana per l’amore, in base all’antico mito per il quale Cupido attraversava con una freccia il cuore degli innamorati.

La corona di spine. A differenza delle frecce, la corona di spine è riportata nei Vangeli, ma nelle immagini tradizionali circonda il Sacro Cuore, mentre nella Scrittura è posta sul capo di Gesù. Un racconto tradizionale offre questa interpretazione, descrivendo chi vi è devoto:

“Videro la corona trasferita dal Suo capo al Suo cuore; sentirono che le sue estremità appuntite avevano sempre trafitto quel punto; capirono che la Passione era la crocifissione di un cuore” (The Heart of the Gospel: Traits of the Sacred Heart di Francis Patrick Donnelly, pubblicato nel 1911 dall’Apostolato della Preghiera). In altre parole, avvolgere la corona intorno al cuore sottolinea il fatto che Cristo ha sentito le ferite che gli venivano inflitte nella profondità del Suo cuore.

Dopo la resurrezione, inoltre, la corona di spine diventa una corona di vittoria. Donnelly indica anche questo: “Dalle armi del Suo nemico, dalla croce, dalla corona e dal Cuore aperto, la nostra guida ha modellato un trofeo che rappresentava la migliore testimonianza del Suo amore”. Nell’antico contesto dei gladiatori, il vincitore veniva incoronato. Nell’Apocalisse (19, 12), Cristo indossa “molti diademi”, e i credenti vittoriosi sul peccato e su Satana riceveranno la “corona della vita” (Apocalisse 2, 10).

Secondo Santa Margherita Maria Alacoque, la suora del XVII secolo che aiutò ad avviare questa devozione, i segni delle spine sono i tanti peccati individuali delle persone che trafiggono il cuore di Gesù.

Come scriveva in una lettera raccontando la visione personale che aveva ricevuto, “ho visto questo Cuore divino come su un trono di fiamme, più brillante del sole e trasparente come cristallo. Aveva la Sua adorabile ferita ed era circondato da una corona di spine, a significare le lesioni che i nostri peccati Gli provocavano”.

La croce. Come le spine, la croce è sia radicata nei Vangeli che mostrata in un modo che non li segue in ogni dettaglio. C’è quasi un’inversione della crocifissione. Nei Vangeli, Cristo
è stato appeso alla croce, e il suo cuore è stato rimpicciolito da questa. Nelle immagini del Sacro Cuore, però, questo è ampliato e la croce è diminuita. Piuttosto che il cuore inchiodato alla croce, è ora la croce che sembra “piantata” nel cuore – come ha scritto Santa Margherita Maria Alacoque –, a indicare che tutta la realtà della crocifissione trae il suo significato dal cuore di Gesù e non può essere capita a prescindere da questo. Come ha scritto Donnelly, “il Cuore sostiene per sempre il peso di una Croce”. È proprio il Cuore di Gesù che dà un significato alla Croce per noi oggi.

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