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Cesarei e parti “alla carta”

CESAREAN

Kieferpix - Shutterstock

María Reales - pubblicato il 08/06/18

Sempre più donne pianificano il giorno del parto e si sottopongono a taglio cesareo, ma fa bene alla madre e al bambino?

Leggevo in un forum testimonianze di donne che esprimono una paura tremenda del parto. Pensano che moriranno, che sorgeranno complicazioni, che non sopporteranno il dolore delle contrazioni.

Rosa diceva: “Mi addormentino e me lo tirino fuori, e quando mi sveglio sia già finito tutto”. Questa paura irrazionale del momento del parto si verifica con frequenza, ed è una delle cause che spiegano meglio perché sempre più donne optano per il parto cesareo.

Il cesareo è diventato l’intervento chirurgico più frequente a livello mondiale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica che il tasso accettabile è intorno al 10-15% dei parti che presentano complicazioni, ma ci sono Paesi in cui si raggiunge il 60%, una percentuale che non può essere basata su criteri medici stabiliti.

Secondo la American Pregnancy Association, i cesarei si verificano quando al momento del parto c’è una situazione critica, come misura per prevenire situazioni critiche o per scelta. Nei primi due casi, secondo l’OMS, la pratica del cesareo è giustificata da criteri medici per non mettere a rischio la vita della madre o del figlio o evitare complicazioni successive.

Ragioni mediche per realizzare un parto cesareo:

  • Placenta previa
  • Distacco prematuro della placenta
  • Posizione podalica
  • Prolasso del cordone
  • Sofferenza fetale
  • Mancanza di progresso nel parto
  • Cesarei ripetuti
  • Sproporzione cefalopelvica
  • Preeclampsia
  • Difetti di nascita
  • Erpes genitale
  • Diabete
  • Nascite multiple

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Tags:
parto cesareo
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