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Padre Opeka, il “muratore di Dio” che ha trasformato una discarica in una città piena di speranza

POPE FRANCIS FATHER TOMAŽ MAVRIČ CM AND FATHER PEDRO PABLO OPEKA CM
©VaticanMedia-Foto/CPP
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Testimonianza del missionario candidato al Premio Nobel per la Pace considerato la versione maschile di Madre Teresa

“È una mancanza di rispetto vedere i poveri che fanno la fila”, ha affermato con enfasi padre Pedro Opeka in un’intervista esclusiva dopo l’incontro che ha avuto in Vaticano con il suo amico Papa Francesco.

Opeka, 70 anni, è il “muratore di Dio”. Argentino, figlio di migranti sloveni, ha imparato il mestiere con suo padre, che si guadagnava il pane costruendo case. Ora lo fa per i poveri e con i poveri. “Quando ci apriamo alla grazia di Dio, l’impossibile diventa realtà”, parafrasando Papa Francesco (27 aprile 2018).

OPEKA
Friends of Father Pedro Charity-cc

I dribbling di padre Opeka alla povertà

“Ho voluto andare in Madagascar prima di diventare sacerdote. Ho chiesto il permesso: ‘Sono figlio di un muratore, di un costruttore. Voglio lavorare con le mie mani. Voglio arrivare nel Paese prima di essere sacerdote’. Perché quando una persona arriva in un Paese come sacerdote lo mettono su un piedistallo e dicono: ‘Tu resta qui, noi siamo qua’. No, no, sono venuto come semplice ragazzo, e mi sono fatto i primi amici con lo sport, con il calcio. E continua ad essere così”, ha spiegato ad Aleteia.

L’evangelizzazione di padre Opeka si muove come una palla sul campo della vita. I suoi dribbling alla povertà suscitano passione anche tra i suoi avversari, che lo rispettano. Dalla sua ha la gente umile, sempre pronta a dare la vita per lui e a proteggere il “10 di Dio” nel suo gioco organizzato per costruire la comunità.

Padre Opeka continua ad amare il calcio: “Ho fatto vari tiri liberi, circa 10, e ho segnato 5 gol, da destra e da sinistra all’angolo, 45 metri. I bambini gridavano di gioia: ‘Gol!!!’, e io alzavo le mani al cielo e dicevo dentro di me: ‘Signore, grazie, grazie per avermi dato questa opportunità, questa forza, che alla mia età posso ancora dare il colpo giusto alla palla per donare allegria. Grazie, Signore!!!”.

STANE KERIN | DRUŽINA

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