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Il colosso dell’aborto Planned Parenthood protegge i clienti più fedeli: gli stupratori

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Una nuova coraggiosa indagine e denuncia ad opera di LiveAction, associazione prolife negli USA, sulla catena di cliniche abortiste: gli stupratori non vengono denunciati e possono reiterare le violenze e usufruire dei “servizi di aborto” su donne tutt’altro che libere, spesso minori.

E moltissimi altri casi sono stati raccolti da Live Action dagli archivi di tutti gli stati, mostrando un filo conduttore comune alle varie cliniche Planned Parenthood. Le linee guida dell’organizzazione sono: scoraggiare attivamente la segnalazione di abusi e violenze, non chiedere informazioni alle vittime e non dire nulla («se non chiediamo quanti anni ha il suo partner, non dovremo riferirlo»).

Le investigazioni di Live Action passate, rivisitate nella nuova serie, hanno filmato i funzionari di Planned Parenthood in otto strutture disposte ad aiutare a coprire gli abusi sessuali, e funzionari in sette strutture disposte ad assistere presunti trafficanti di sesso per minori.

«Le sintesi sono tragiche e dimostrano che, di tanto in tanto, le ragazze hanno continuato a essere vittime dei loro abusatori dopo aver ricevuto “servizi” di aborto», dice Live Action.

Il Dipartimento di Giustizia di Trump ha aperto un’inchiesta sulla vendita del gigante dell’aborto e sul presunto profitto dal traffico degli organi fetali a dicembre, ma da allora non ha aggiornato il pubblico su ulteriori azioni. Gli sforzi per sospendere gli oltre $ 500 milioni di finanziamenti federali di Planned Parenthood sono stati infruttosi al Congresso, sebbene il presidente Donald Trump abbia recentemente tagliato circa il dieci per cento dei suoi finanziamenti attraverso nuove restrizioni sui fondi per la pianificazione familiare del titolo X.

Planned Parenthood continua a godere di fortissime protezioni in molte sedi istituzionali, la battaglia di Live Action è davvero una lotta stile Davide contro Golia. Speriamo che questa ulteriore manifesta ipocrisia nei comportamenti sistematici di questo abortificio, che sostiene di occuparsi della salute delle donne e dei loro diritti, ma non denuncia violenze e abusi, nemmeno sulle minori, di cui viene a conoscenza, possano sollevare un moto di indignazione nazionale e internazionale sufficiente a scalfire la cappa protettiva che la difende. In quest’epoca di #metoo, difendiamo davvero le donne, soprattutto le bambine, e chiudiamo questi carnai dove le donne sono tagliuzzate, insieme ai loro bambini, nel corpo e nell’anima.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORGINALE

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