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“La vita è una danza!”, la clip dei ragazzi speciali che fa impazzire i social (VIDEO)

VIDEO VITA UNA DANZA
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Fanno parte dell’oratorio Giovanni Paolo II di Olivarella e si esibiscono sulle note di una cover del tormentone de Lo Stato sociale. Per alzare la propria voce, senza urla, e dire che chi è più debole ha la stessa dignità di tutti e ha parecchio da insegnarci

«Mi chiami diverso o handicappato…», «…La mia condizione ne sono sicuro ti porta a pensare un futuro oscuro». Queste ed altre espressioni in rima riempiono la cover del brano Una vita in vacanza de Lo stato sociale passato dal Festival di Sanremo di quest’anno e ora a tutti gli effetti tormentone di stagione. Ci troviamo sul set della clip La vita è una danza all’Oratorio Giovanni Paolo II di Olivarella, in provincia di Messina.

Sulle note de “Una vita in vacanza” i Ragazzi Speciali del Lab…Oratorio Giovanni Paolo II di Olivarella presentano:LA VITA È UNA DANZA!Il video rappresenta un momento di riflessione per chi tratta la disabilità come una malattia. E mentre le mamme guardano intenerite i loro figli che cantano e ballano, c’è chi, invece, li prende in giro per ciò che sono e per quello che fanno. Ma loro, con la travolgente voglia di vivere, riescono a intenerire persino i cuori di chi inizialmente li derideva. Tutti alla fine confluiscono in un grande collettivo abbraccio a testimonianza del fatto che in ogni cuore alberga il seme della sensibilità che spesso aspetta solo di essere annaffiato…Testo: Saverio MancusoCoreografia: Salvo Barresi e Luisa PiccioloRiprese operatori audio: Fabio Centiorrino (MusicLab), Marilisa BertèOperatori Video: Melo Maio (riprese),Giuseppe Maio (riprese aeree- Fly vision), Federico Maio (Montaggio- Maison de l’Art)Si ringrazia il Comune di Milazzo nella persona dell'Ass.re Piera Trimboli per aver aperto le porte del meraviglioso Castello!

Geplaatst door Saverio Mancuso op Woensdag 25 april 2018

Il video è stato pubblicato su Youtube il 25 aprile scorso e sta raccogliendo centinaia di migliaia di visualizzazioni e condivisioni tra canale video e pagina Facebook di Saverio Mancuso, che compare anche tra i titoli di coda come regista e autore dei testi. Un video ben fatto, con tanto di ciak iniziale, regia, montaggio, studio di registrazione, immagini di backstage. C’è la coreografia, semplice ma curata: ci sono pure le comparse che rappresentano “gli altri”, quelli che sbeffeggiano, rifiutano e ridacchiando escludono.

 

Ma quando capirai che la vita è una danza, si salta e si balla? Io non sto chiuso in stanza ma qui all’oratorio adesso si canta! Io non sono diverso, non mi sento più perso e ‘e d’amore mi riempio i polmoni!(…)

Sono così: che ci posso fare? Predisponi il cuore ad amare. T’insegno io a realizzare che la vita è una danza…

Sono infatti i ragazzi “lì all’oratorio” che si incaricano di insegnare agli altri, a quelli belli e laureati, che appunto la vita è una danza e «se non lo capite siete ciechi, siete fuori». Non è così vero che nessuno è normale; la normalità, di un’umanità profondamente ferita, certo, esiste e la malattia e la disabilità pure. Ma quello che dicono, cantano, danzano questi ragazzi è che la vita, la loro come quella di tutti, anche i provvisoriamente sani, è fatta di gioia e dolore, di amore, appartenenza e legami.

Hanno un compito davvero decisivo ed epocale i piccoli, in ogni tempo, ma ora forse di più: alfabetizzare una società che rischia di smarrire il frasario elementare dell’umano perché non sa più con evidenza assoluta che l’uomo è prezioso, la persona intoccabile, il suo valore non monetizzabile.

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