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“La vita è una danza!”, la clip dei ragazzi speciali che fa impazzire i social (VIDEO)

VIDEO VITA UNA DANZA
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Fanno parte dell’oratorio Giovanni Paolo II di Olivarella e si esibiscono sulle note di una cover del tormentone de Lo Stato sociale. Per alzare la propria voce, senza urla, e dire che chi è più debole ha la stessa dignità di tutti e ha parecchio da insegnarci

«Mi chiami diverso o handicappato…», «…La mia condizione ne sono sicuro ti porta a pensare un futuro oscuro». Queste ed altre espressioni in rima riempiono la cover del brano Una vita in vacanza de Lo stato sociale passato dal Festival di Sanremo di quest’anno e ora a tutti gli effetti tormentone di stagione. Ci troviamo sul set della clip La vita è una danza all’Oratorio Giovanni Paolo II di Olivarella, in provincia di Messina.

Il video è stato pubblicato su Youtube il 25 aprile scorso e sta raccogliendo centinaia di migliaia di visualizzazioni e condivisioni tra canale video e pagina Facebook di Saverio Mancuso, che compare anche tra i titoli di coda come regista e autore dei testi. Un video ben fatto, con tanto di ciak iniziale, regia, montaggio, studio di registrazione, immagini di backstage. C’è la coreografia, semplice ma curata: ci sono pure le comparse che rappresentano “gli altri”, quelli che sbeffeggiano, rifiutano e ridacchiando escludono.

 

Ma quando capirai che la vita è una danza, si salta e si balla? Io non sto chiuso in stanza ma qui all’oratorio adesso si canta! Io non sono diverso, non mi sento più perso e ‘e d’amore mi riempio i polmoni!(…)

Sono così: che ci posso fare? Predisponi il cuore ad amare. T’insegno io a realizzare che la vita è una danza…

Sono infatti i ragazzi “lì all’oratorio” che si incaricano di insegnare agli altri, a quelli belli e laureati, che appunto la vita è una danza e «se non lo capite siete ciechi, siete fuori». Non è così vero che nessuno è normale; la normalità, di un’umanità profondamente ferita, certo, esiste e la malattia e la disabilità pure. Ma quello che dicono, cantano, danzano questi ragazzi è che la vita, la loro come quella di tutti, anche i provvisoriamente sani, è fatta di gioia e dolore, di amore, appartenenza e legami.

Hanno un compito davvero decisivo ed epocale i piccoli, in ogni tempo, ma ora forse di più: alfabetizzare una società che rischia di smarrire il frasario elementare dell’umano perché non sa più con evidenza assoluta che l’uomo è prezioso, la persona intoccabile, il suo valore non monetizzabile.

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