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«Nella Chiesa è entrato il fumo di Satana». Cosa intendeva Paolo VI?

Messaggero di S. Antonio/Creative Commons
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I tormenti di Papa Montini raccontati in una sua lettera inedita. Ecco cosa lo agitava

La Chiesa è scossa dal “fumo di Satana“. Siamo negli anni del dopo Concilio. Paolo VI scrive una lettera che resta inedita fino a poche settimane fa. Quando Padre Leonardo Sapienza, reggente della Casa Pontificia, ne rivela il contenuto nel suo libro “La barca di Paolo”, Edizioni San Paolo.

Ecco il retroscena di quello scritto. Il 29 giugno 1972, Paolo VI ha sempre più il presentimento che c’è qualcosa di profondo e negativo che inizia ad affliggere la Chiesa. E’ forse il primo momento in cui il Papa avverte seriamente che la via del secolarismo e la mancanza di unità interna stiano diventando due grossi problemi per la Chiesa mondiale.

Incertezza e insoddisfazione

«… Si direbbe – denuncia – che da qualche misteriosa, no, non è misteriosa, da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio. C’è il dubbio, c’è l’incertezza, c’è la problematica, c’è l’inquietudine, c’è l’insoddisfazione, c’è il confronto», scrive scosso il Papa.

«Non ci si fida più della Chiesa. Ci si fida del primo profeta profano che viene a parlarci da qualche giornale. Per rincorrerlo e per chiedere a lui se ha la formula per la vera vita. È entrato, ripeto, il dubbio nella nostra coscienza. Ed è entrato per finestre che dovevano essere aperte alla luce: la scienza!».

Giornate nuvolose

La piaga è nel post Concilio. «… Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza… Cerchiamo di scavare abissi invece di colmarli…».

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