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«Sono nata cristiana»: le “Confessioni di Agostina”, giovane musulmana algerina

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Monkey business images - Shutterstock
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Miracolosamente, Gesù le ha dato la Comunione in Chiesa anche prima che lei fosse battezzata… Quanto è accaduto a questa musulmana algerina assomiglia a un miracolo.

Agostina, di origini algerine, vive in Francia. Aleteia l’ha incontrata a Bordeaux: è una delle centinaia di neo-battezzati della città vinicola francese, che Dio ha raccolto col vino utilizzato da Gesù sulla sua tavola – quello dell’amore e della testimonianza.

Come altre donne musulmane che si sono convertite al cristianesimo, anche lei non ha rivelato il suo cognome, ma la sua storia testimonia il fatto che lo Spirito Santo opera nel mondo.

Circa un mese fa, una delle chiese della regione ha visto il battesimo di due sorelle dell’Arabia Saudita; poi, per ragioni legate alla sicurezza dei battezzati, il prete ci ha chiesto di non menzionare i cognomi e di non pubblicare le foto.

Tornando a questa intervista, Agostina ci racconta di aver riconosciuto Cristo attraverso la sua famiglia, in particolare attraverso sua madre, che parlava dei Gesuiti e della loro sincerità, e della forza della loro fede profonda, priva di ogni secondo fine.

Sono stata sorpresa di sentir parlare di un uomo religioso non sposato, ma mia madre mi ha spiegato che questi monaci avevano dato la vita alla loro religione,

ha spiegato Agostina. E ha aggiunto:

Dico sempre che sono nata cristiana, e non è tanto per dire, ma proprio quello che ho sempre sentito.

Nel 1990 cominciò la guerra in Algeria. «Mi sono sempre sentita attratta dal cristianesimo, ma non sapevo perché», ha dichiarato Agostina: «C’era una chiesa, vicino casa mia, e mi piaceva tanto».

Sua madre e i suoi vicini parlavano delle religiose che si trovavano nella regione e che andavano in giro con abiti secolari per accudire i malati e i bisognosi. Quando Agostina cominciò i suoi studi universitari, c’era una chiesa accanto all’università, e un orfanotrofio gestito dai Padri gesuiti. «Abbiamo dovuto attraversare la chiesa per andare all’università», dice.

Agostina parlava costantemente con uno dei preti: «Volevo vedere come pregavano i monaci e i preti, in quella chiesa. Non potevo farlo all’epoca… perché non avevo il coraggio di farlo».

Niente è cambiato fino al suo arrivo in Francia nel 2009.

Al momento del mio arrivo – dice – ho realizzato che era ora di conoscere il cristianesimo, tanto più che attorno a me tutti erano cristiani.

Avevo un amico all’università, un pastore protestante americano e sposato. Ha dei bambini. Gli volevo molto bene ma non ero molto convinta della sua fede. Ho dunque cominciato a conoscere qualcun altro, salvo poi realizzare che era testimone di Geova. Mi hanno invitata alle loro riunioni religiose, dove c’erano persone che parlavano lingue differenti per presentare i Testimoni di Geova e le loro credenze agli altri.

Per quanto considerassero Gesù come un profeta, piuttosto che come un Dio – e questo non contraddiceva l’insegnamento dell’Islam – la cosa non mi convinceva e non mi attirava. Avevo come l’impressione che si occupassero di me solo per aumentare il loro numero.

Ho incontrato un gran numero di cristiani da tutto il mondo, compreso un certo numero di cristiani del Libano.

Ho così amato il loro lavoro sociale e umanitario! Una volta che ero con una mia amica della chiesa cristiana, l’annuncio di un viaggio estivo di quattro giorni a Lourdes ha attirato la mia attenzione. E siamo andati a Lourdes per prenderci cura dei poveri. Laggiù tutti pensavano che la mia compagna mi avesse convinta a fare questa prova, ma la verità era il contrario: c’è voluto del bello e del buono per convincerla!

Durante la mia permanenza lì sono andata a fare il bagno alle vasche: ciò che ho sentito era una roba dell’altro mondo. L’ho detto alla mia amica, ma lei se ne infischiava e diceva di non aver sentito niente: sosteneva che i miei sentimenti venissero dal fatto che non ero cristiana.

Per contro Li, una cristiana che visita regolarmente Lourdes e che era la responsabile del viaggio, ha detto che quanto mi era capitato non era normale, e che lei andava a fare il bagno alle vasche ogni volta che va a Lourdes.

Proprio lì ho incontrato una persona che mi ha fatto conoscere l’ordine domenicano. Dopo questo viaggio ho cominciato a visitare le chiese e a pregare. Ho visitato la chiesa maronita e ho pregato senza che nessuno sapesse della mia presenza.

Poi ho incontrato un giovane cristiano libanese: ci siamo sposati e nel 2013, quando ero incinta, ho deciso di beneficiare del mistero del Battesimo.

Prima di questo, uno dei preti libanesi aveva cercato di battezzarmi, ma io ho rifiutato perché volevo studiare e approfondire il cristianesimo.

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