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Le guarigioni miracolose per intercessione dell’Arcangelo Raffaele

SAINT RAPHAEL,ARCHANGEL
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Si tratta di guarigioni fisiche e spirituali. Per questo è definito l’angelo “taumaturgo”. Tra Francia e Spagna gli episodi più importanti

Gens per alcuni anni si rifugia in una vita solitaria e ha frequenti apparizioni dell’Arcangelo Raffaele, al quale egli chiede la conversione degli abitanti di Montreux.

Leggi anche: Preghiera all’arcangelo San Raffaele per la guarigione da un male o una malattia

Angelica prodigiosa

Angélique
© Shutterstock

Delle doti di guaritore fisico se ne parla invece in una leggenda diffusa nella regione francese di Poitou. Secondo questa leggenda Raffaele rivelò ad un pio eremita l’uso dell’angelica, cosí chiamata in suo onore (la si chiamava una volta arcangelica). Secondo gli autori antichi, questa pianta sarebbe una vera panacea: guarirebbe le donne dalla rabbia e dalle malattie.

«Essa – dice la leggenda – aiuta le donne ritenute troppo fredde a concepire, e fa venire i fiori alle ragazze che tardano troppo nell’averli. Essa renderebbe amabili le spose e le suocere amare. Sarebbe anche sovrana contro il veleno dei serpenti e degli scorpioni, e permetteva di vivere da centenari».

La peste

Un certo Annibale Camoux, morto a Marsiglia nel 1759 all’età rispettabile di centoventi anni, attribuiva la sua longevità eccezionale all’abitudine che aveva di masticare ogni mattina la radice di angelica.

Soprattutto, l’angelica mostrerebbe la sua efficacia al momento delle epidemie di peste: nel 1510, riporta Paracelso, un noto medico e alchimista dell’epoca, la si utilizzò contro questo flagello a Milano, e quando esso si abbatté sul Poitou, il 6 maggio 1603, le religiose della Visitazione di Niort – che avevano fatto dei rami di angelica confetti di loro specialità, molto ricercata – si misero a distillare la pianta per distribuirne il liquore agli ammalati.

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L’epidemia di Cordoba

Questa utilizzazione dell’angelica trae la sua origine da una apparizione dell’arcangelo a fra Simone de Sousa, superiore del convento dell’Ordine di Nostra Signora della Mercede a Cordoba durante la peste del 1348.

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