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«Toglimi tutto, ma dammi le anime» così Federica e Marco hanno cresciuto 5 figli e costruito una scuola libera

SCUOLA LIBERA CHESTERTON
Federica Graci
La famiglia di Federica Graci e Marco Sermarini
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Chesterton, Don Bosco, il Beato Piergiorgio Frassati hanno ispirato questa famiglia di San Benedetto del Tronto a fare cose grandi con gioia, con fatica, nel quotidiano

Io ero incinta della quinta, pensavo fosse una sua pazzia momentanea e non gli ho dato ascolto. Anna Maria è nata il 29 aprile e verso il 15 maggio Marco ha ricominciato a insistere sull’idea della scuola. Quindi io mi sono messa all’opera, cercando insegnanti disponibili; abbiamo ricevuto solo NO.

Ma perché fare una scuola libera?

MARCO: La scuola serve per educare e non per socializzare. L’educazione è trasmettere la Verità – diceva Chesterton – quindi lo scopo non è trasmettere dei pareri sulla vita, ma la Verità. Si può non essere d’accordo, ma questa è la nostra idea. Diversamente, non cresci degli uomini, ma degli schiavi.
FEDERICA: All’ingresso della scuola, che – dobbiamo dirlo – alla fine è nata, abbiamo messo la frase di Benedetto XVI:

«Sarebbe dunque una ben povera educazione quella che si limitasse a dare delle nozioni e delle informazioni, ma lasciasse da parte la grande domanda riguardo alla verità, soprattutto a quella verità che può essere di guida nella vita».

Per riprendere il racconto, dopo quella caterva di NO è arrivato il SÌ di un ragazzo neolaureato in Lettere che accettava di insegnare da noi. Quando Marco me lo ha riferito, ho capito che non si tornava indietro e ho esclamato: «Oddio!».

Nel tempo io ho imparato a fidarmi delle intuizioni di mio marito, ha una chiarezza ideale che non tutti hanno. Quando eravamo fidanzati discutevo sempre con lui, poi ho visto di cosa è stato capace e ho imparato a seguirlo.
MARCO: Però continuiamo a duellare …
FEDERICA: Contro ogni ragionevolezza, siamo partiti con la scuola: paradossalmente l’annuncio dell’apertura lo abbiamo dato a fine agosto, quando tutti avevano già iscritto i figli e avevano già comprato i libri. A settembre l’unico iscritto era solo il nostro Pier Giorgio. Nessuno aveva mai sentito parlare di scuola parentale, noi ci abbiamo provato con l’idea che affinché una barca navighi deve avere un capitano e un equipaggio che vadano nella stessa direzione. Nella scuola statale è raro che accada.
MARCO: Manca la rotta, cioè un posto dove andare!

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