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Come affrontare le difficoltà di una famiglia monogenitoriale?

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DGLImages - Shutterstock
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Anche se la struttura familiare ideale è formata da entrambi i genitori, a volte le circostanze della vita portano a famiglie in cui è presente solo uno dei due

La famiglia è un nucleo d’amore, e anche se la struttura familiare ideale è formata da entrambi i genitori, le circostanze della vita a volte portano a modelli monogenitoriali in cui è presente solo uno dei genitori. Nella maggioranza dei casi è la donna ad assumersi l’incarico della famiglia, diventando colei che vi provvede e la cura.

Secondo la Commissione Economica per l’America Latina e il Caribe (Cepal), tra il 30% e il 50% delle famiglie monogenitoriali in America Latina è sostenuto dalle donne. Negli Stati Uniti e in Europa la percentuale è inferiore, anche se è comunque consistente.

Sapersi la principale responsabile della famiglia è un impegno importante, e a volte un notevole peso per chi deve fornire il sostentamento della famiglia e allo stesso tempo educare i figli.

Ecco alcune delle sfide e dei suggerimenti per cercare di superarle:

  1. Cercare una rete di sostegno. Un detto molto antico dice che per educare i figli serve una tribù. Ciò è ancor più vero nelle famiglie monogenitoriali. Cercare sostegno in famiglia, negli amici o anche nella parrocchia è necessario per poter far fronte a quelle necessità a cui a volte non si può arrivare. Tempo con nonni, zii o cugini, sostegno all’educazione dei figli o anche sostegno materiale sono sempre importanti per il sano sviluppo della famiglia.
  2. Fare buon viso a cattivo gioco. Nella maggior parte dei casi questa situazione non è quella ideale o desiderata, ma se si cambia atteggiamento e si impara a vedere la realtà con altri occhi possono cambiare molte cose. Imparare a valorizzare la forza con cui sostengono la loro famiglia e sapere che stanno svolgendo un lavoro magnifico nonostante le difficoltà aiuta i responsabili delle famiglie monogenitoriali ad affrontare i problemi con un’altra prospettiva.
  3. Promuovere la corresponsabilità in famiglia. Una famiglia è un sistema in cui tutti hanno un ruolo e devono collaborare. Farlo capire presto ai figli è fondamentale, soprattutto nelle famiglie monogenitoriali. In base al loro livello e alla loro età, i figli devono avere degli incarichi in casa di cui devono essere interamente responsabili. Non si deve vedere come un “aiutare mamma”, ma come una responsabilità individuale che hanno con la loro famiglia per il fatto di farne parte.
  4. Identificare le necessità più complesse della famiglia. La carenze di fronte all’assenza del padre o della madre, la necessità di parlare con lui/lei o con una figura dello stesso sesso, un’attività concreta di cui ha bisogno qualche figlio… Bisogna liberarsi dal vittimismo e dall’eroismo e riconoscere che ci sono alcune cose a cui non si arriva da soli. Se si riconosce questo sarà molto più facile risolverlo senza sensi di colpa. La stabilità e lo sviluppo integrale dei figli devono essere sempre la priorità.

La società ha un debito nei confronti delle famiglie monogenitoriali. Abbiamo il dovere di sostenere con la nostra compagnia e la nostra amicizia queste donne, e alcuni uomini, che con grande coraggio fanno tutto il possibile per portare avanti la famiglia. Valorizzare la vita presuppone non solo il fatto di difenderla in casi estremi, ma anche di imparare a vedere negli altri quelle difficoltà che possono renderla più difficile e identificarci con loro.

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