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Come dovrebbe essere la fila dei cattolici che si dirigono verso l’altare per la Comunione

FIRST HOLY COMMUNION
By wideonet | Shutterstock
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“Ogni anima è un tabernacolo vivo. Tabernacoli puri, bianchi, senza macchia, che si dirigono verso la Sacra Mensa per ricevere il Santissimo Sacramento”

La Sacra Comunione è così sublime che per riceverla abbiamo bisogno del massimo della purezza dell’anima possibile alla nostra natura di peccatori.

Il testo che segue, del vescovo e grande scrittore cattolico ungherese monsignor Tihamér Tóth, descrive com’è (o come dovrebbe essere) la fila dei cattolici che si dirige verso l’altare per ricevere il Santissimo Corpo di Nostro Signore Gesù Cristo:

“Dopo la Comunione del celebrante, si sente un leggero rumore tra i fedeli…

Una bella processione si incammina verso la mensa della Comunione. È una processione emozionante. Piccoli e grandi, uomini e donne, poveri e ricchi, istruiti e analfabeti, tutti… tutti vanno… vanno all’altare… con il capo chino, con passi misurati.

Ogni anima è un tabernacolo vivo. Tabernacoli puri, bianchi, senza macchia, che si dirigono verso la Sacra Mensa per ricevere il Santissimo Sacramento.

Si inginocchiano e alzano il volto verso il sacerdote, che passa distribuendo la Comunione. Che volti! Che sguardi! Occhi splendenti, sguardo trasfigurato, un’espressione di gioia profonda che difficilmente si vede altrove.

Così risplendeva il volto degli Apostoli sul Tabor. Assomigliano ai fiori che aprono il proprio calice per ricevere il primo raggio di sole del mattino. Assomigliano alle cime delle alte montagne quando sembrano bruciate dai raggi del sole che tramonta. Assomigliano… ma perché cercare altri paragoni? Sono come l’uomo che ha incontrato il suo Dio! Il volto divino splende, brilla sui volti umani”.

Monsignor Tihamér Tóth come citato in Tesouro de Exemplos, di padre Francisco Alves, C. SS. R., Vozes, 1958.

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