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“La vittoria quando arriverà, sarà attraverso Maria”

Wikipedia
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Sarà beato August Hlond, il cardinale polacco che sfidò Hitler e i nazisti e per questo fu internato due volte. Di lui si ricorda una celebre frase che amava ripetere anche il suo conterraneo Karol Wojtyla

Ha denunciato le persecuzioni naziste nella Polonia occupata da Adolf Hitler nel 1939 e per questo fu internato prima in Lorena e poi in Westfalia.

Il cardinale August Hlond, già primate di Polonia, è diventato venerabile, il primo gradino per il lungo iter della beatificazione. Papa Francesco ha promulgato il 21 maggio il decreto per il riconoscimento delle virtù eroiche (Il Messaggero.it, 21 maggio).

L’invasione della Polonia

La storia di Hllond, figlio di un ferroviario e sacerdote dal 1905, sale alle cronache il 1 settembre 1939. Pochi mesi prima, scrive Vatican News (21 maggio) aveva partecipato al Conclave che eleggeva Pio XII.

Ma in quella giornata di settembre accade qualcosa che lo scuote profondamente: i nazisti invadono la Polonia dando inizio alla Seconda Guerra Mondiale.

La fuga e la Gestapo

Il cardinale alza la voce contro le violazioni dei diritti umani e della libertà religiosa compiute da Hitler. Costretto all’esilio si rifugia in Francia, presso l’Abbazia di Hautecombe, denunciando le persecuzioni contro gli ebrei in Polonia. La Gestapo penetra nell’Abbazia e lo arresta, deportandolo a Parigi.

Il porporato, allora, si rifiuta di appoggiare la formazione di un governo polacco filonazista e perciò viene internato prima in Lorena e poi in Westfalia. Liberato dalle truppe alleate, nel 1945 torna in patria.

Leggi anche: 5 episodi chiave dell’impegno della Chiesa contro il nazismo

Profumo di santità

Nella nuova Polonia liberata dal nazismo, trova il comunismo. Con coraggio difende i polacchi dall’oppressione atea marxista, scampando anche ad alcuni attentati. Muore il 22 ottobre 1948 a causa di una polmonite, all’età di 67 anni.

Presto le virtù di santità si diffondono tra i fedeli polacchi, che dopo averlo omaggiato in migliaia ai funerali, compiono dei veri e propri pellegrinaggi sulla sua tomba.

Leggi anche: Quella sfida cristiana al nazismo che Tillich pagò con l’esilio

Il rapporto con Wojtyla

C’è una frase molto nota del cardinale – lui stesso amava ripeterla ai fedeli fin dai tempi dell’oppressione nazista – che ha fatto la storia: “La vittoria quando arriverà, sarà attraverso Maria“. Profondo era il legame tra il cardinale e la Madonna, di cui ne chiedeva l’intercessione nei momenti più difficili.

Karol Wojtyla, en 1942, cuando era seminarista clandestino en Cracovia. © EAST NEWS

Karol Wojtyla, più volte, ripetè questa frase di Hllond, durante il suo pontificato. D’altro canto il cardinale, suo conterraneo, era per lui una fonte di ispirazione, un esempio da seguire. Nel 1946, quando il futuro Giovanni Paolo II era a Roma per motivi di studio, scrisse una lettera all’allora primate di Polonia. «Ciò che mi ha colpito è la sua franchezza e cordialità nel comunicare», scriveva Wojtyla in una lettera all’arcivescovo Antoni Baraniak, che faceva da intermediario per raggiungere Hllond.

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