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La storia poco nota di come San Tommaso apostolo ha portato il cristianesimo in India

CATHOLIC CHURCH,INDIA

Challiyan | CC BY SA 3.0

Lucien de Guise - pubblicato il 21/05/18

Per i “cristiani di San Tommaso” non c'è alcun dubbio sul fatto che la loro sia una tradizione che risale all'arrivo del loro patrono nel 52 d.C.

La Pentecoste ha effuso il dono delle lingue poco dopo che Gesù aveva proclamato: “Andate e ammaestrate tutte le nazioni”. Il paradosso è lo scarso riconoscimento che viene dato all’evangelista che ha usato i suoi poteri di comunicazione per portare il messaggio più lontano di chiunque altro.

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Otto giorni dopo che Gesù aveva visto i suoi discepoli in seguito alla Resurrezione incontrò San Tommaso. Da allora, l’apostolo è stato associato al dubbio. Il titolo meno usato per riferirsi a lui è “Apostolo dell’India”, ma nel subcontinente la situazione è molto diversa. Anche la stragrande maggioranza della popolazione non cristiana è ben consapevole del suo ruolo straordinario come missionario.

Quando la flotta di Vasco da Gama raggiunse l’India nel 1498, i Portoghesi rimasero sorpresi di trovare delle comunità cristiane nel sud del subcontinente, e lo furono ancor di più constatando la certezza dei locali sul fatto che la loro Chiesa fosse stata istituita da San Tommaso. Non avrebbero dovuto stupirsi, tuttavia, visto che innumerevoli viaggiatori, tra i quali Marco Polo, avevano dichiarato che la tomba del santo si trovava proprio lì. San Tommaso aveva predicato agli induisti e agli ebrei del sud dell’India e aveva portato migliaia di persone alla conversione. Per i “cristiani di San Tommaso” non c’è alcun dubbio sul fatto che la loro sia una tradizione che risale all’arrivo del loro patrono nel 52 d.C..

GALLERIA FOTOGRAFICA

L’interesse per il percorso di San Tommaso attraverso il Medio Oriente ha conosciuto un revival per via della situazione critica dei cristiani in Siria e in Iraq.

Ancora più a est, il radar della stessa religione non coglie quasi alcun segnale. Un libro recente di una delle viaggiatrici più intraprendenti di oggi potrebbe aiutare i cristiani occidentali a riconsiderare lo sviluppo della loro fede.

Serena Fass è una scrittrice, fotografa e viaggiatrice 80enne che ha seguito la vicenda di San Tommaso in buona parte dell’Asia. Il suo libroIn the Footsteps of St. Thomas (Sulle orme di San Tommaso) corrobora le testimonianze esistenti ormai da secoli, non derivanti dalla Bibbia o da altri testi che gli storici ritengono inaffidabili, anche se le fonti scritte descrivevano i suoi viaggi già 1.800 anni fa. Le ricerche in loco sono la nuova chiave per svelare la verità su San Tommaso.

Esistono poche comunità cristiane che risalgono all’epoca dei discepoli di Gesù. Serena Fass ha trovato molti elementi che sostengono le salde convinzioni dei fedeli indiani, anche se ci sono ancora molte persone che le mettono in discussione. All’epoca l’India era una sorta di magnete che attirava l’Europa verso l’Oriente. Quando Colombo arrivò in quelle che in seguito vennero chiamate Indie Orientali pensava di aver raggiunto proprio l’India, la destinazione commerciale più redditizia del mondo.

Le prove della presenza di Tommaso in India sono notevoli. Alcune richiedono un sforzo di immaginazione, mentre le altre sono plausibili almeno quanto la Sindone di Torino, seppur con meno pubblicità. Mantenere un basso profilo è stato il segreto della sopravvivenza. I livelli di ostilità nei confronti dei cristiani in India stanno aumentando, e la convinzione che San Tommaso sia stato martirizzato da un governatore locale o da un bramino non fanno che peggiorare le cose.

La tomba di San Tommaso è meno evidente di quella degli altri apostoli per essere onorata con una basilica. Il luogo in cui riposano i suoi resti, nell’India meridionale, non si trovava in una roccaforte cristiana, e venne sepolto senza tante cerimonie. La maggior parte delle sue ossa vennero portate via dall’India nel III secolo e inviate a Edessa, in Mesopotamia, dove all’epoca è stato riconosciuto il ruolo fondamentale del santo in India. Serena Fass ha seguito il percorso delle ossa fino al loro arrivo a Ortona.

La Chiesa cattolica mantiene una posizione neutrale nei confronti dell’idea per cui il cristianesimo potrebbe essere stato istituito in India molto prima che nella maggior parte dell’Europa. Ci sono più prove della vita di San Tommaso in India che in qualsiasi altro luogo, e nel 1956 Papa Pio XII ha concesso lo status di basilica minore alla Cattedrale di San Tommaso di Madras.

Serena Fass ha unito tradizioni di quasi 2.000 anni e prove fisiche che includono alcune croci molto antiche. I “cristiani di Tommaso” dell’India usano una croce con una forma particolare. I crocifissi sono rari, come ci si aspetterebbe da una comunità iniziata molto prima che il Corpus diventasse un aspetto accettato dell’immaginario cristiano.

Le reliquie di San Tommaso sono poco comuni. Un reliquiario affascinante si trova a Mylapore. In origine ospitava alcune ossa del santo, ma oggi è vuoto. I decori su tema cristiano, in stile induista e realizzati probabilmente da artigiani musulmani, sono un testamento della multiculturalità indiana. Manca solo l’elemento ebraico; si sa che i primi convertiti al cristianesimo nell’India del sud erano ebrei, come lo stesso Tommaso. È una parte della diaspora che tende ad essere dimenticata dalla comunità ebraica come San Tommaso è dimenticato dai cristiani di tutto il mondo.

Anche se escono continuamente fuori prove del fatto ogni altra parte della storia di San Tommaso è falsa, non ci può essere dubbio sul legame incontrovertibile tra “cristiani di Tommaso” e la comunità siriaca. Nell’India del Sud usano ancora l’antico linguaggio siriaco – un dialetto dell’aramaico parlato da Gesù e da San Tommaso. La Siria è stata la base del cristianesimo delle origine e una parte importante dell’Impero romano, che commerciava con l’India meridionale dal Mar Rosso. Era inevitabile per i Romani, vista la loro dipendenza dal pepe e la conoscenza dei monsoni. Monete romane e altre prove abbondano. Negli anni Trenta del Novecento, uno dei più grandi archeologi britannici, Sir Mortimer Wheeler, ha perfino trovato i resti di un insediamento commerciale romano.

In un’epoca in cui antichissime comunità cristiane vengono sradicate dal Medio Oriente, la loro eredità vive almeno in India, grazie a San Tommaso.

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