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Come farsi degli amici e influenzare le persone… secondo il santo più “amichevole” del mondo

FRIENDS SMILING
Shutterstock
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Questi 4 segreti di San Filippo Neri possono aiutarci ad avere più successo nella vita

Dale Carnegie, nel suo libro How to Win Friends and Influence People (Come farsi degli amici e influenzare le persone), scrive “Farsi degli amici inizia con l’essere amichevoli”. Semplice, no? E allora non dovrei crogiolarmi nell’adorazione dei miei amici? Mi sa che sono meno amichevole di quello che penso… Non indugio mai abbastanza per scoprirlo, ma sono certo che moltissime persone ritengono che io sia un gradino al di sotto dell’amicizia, probabilmente perché sono sarcastico e privo di tatto, non sempre ascolto bene e spesso non tengo in considerazione i sentimenti altrui.

L’essere amichevoli è un tratto del carattere composto da molti altri aspetti positivi. Carnegie parla del fatto di essere interessati agli altri, di ascoltare, non criticare mai, ricordare nomi e sorridere. Sapendo, ad ogni modo, che queste abitudini richiedono molta pratica e che persone come me sono pessime da questo punto di vista, avverte: “Se vuoi il miele, non prendere a calci l’alveare”. In altre parole, il modo semplice e rapido per ottenere ciò che voglio dagli altri non è affatto quello migliore.

Carnegie è noto per i suoi scritti sull’amicizia, ma ci sono moltissime persone che rappresentano fulgidi esempi di come questa si metta in pratica. Una di loro è San Filippo Neri, di cui si celebra la festa il 26 maggio. Filippo era un sacerdote vissuto a Roma nel XVI secolo che aveva un grande talento per fare amicizia. Louis Bouyer inizia la sua biografia scrivendo: “Di San Filippo Neri si è detto che attirava le persone a sé come un pezzo di ferro è attirato da una calamita”.

Qual era il segreto di Filippo? Ecco qualche lezione pratica tratta dalla sua vita su come anche noi possiamo conquistarci molti amici.

Non aspettarsi una ricompensa

Filippo riuscì a riunire intorno a sé un gruppo di seguaci devoti senza essersi impegnato a farlo. Non ha mai manipolato le persone, e ha finito per fondare e guidare un movimento chiamato Oratorio, una società impegnata a raggiungere certi obiettivi spirituali, ma non ne ha mai voluto essere il leader. I suoi amici hanno infatti dovuto trascinarlo fuori dalla piccola stanza in cui viveva e costringerlo a trasferirsi nell’edificio più grande creato dall’Oratorio.

Quando incontriamo qualcuno per la prima volta, non dovrebbe importarci se possa esserci utile o un buon “ponte” in futuro. L’amicizia non è networking, e allora offriamo la nostra buona volontà senza alcun desiderio di ottenere qualcosa in cambio, di fare un “investimento”.

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