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Essere cristiani? Significa avere un’anima “geneticamente modificata” da Dio.

ALAIN NOËL
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«Essere cristiani non è semplicemente aderire a una credenza, a uno stile di vita: è avere l’anima “geneticamente modificata” dall’azione di Dio». Alla veglia di Pentecoste Alain Noël, autore e predicatore, fondatore del sito internet monastere-invisible.com, abborda dei punti essenziali alla vita spirituale. Egli propone delle risposte a numerose questioni fondamentali, e dà consigli molto concreti per permettere al lettore di lasciarsi pilotare dallo Spirito Santo e diventare… nientemeno che un santo.

Domitille Farret d’Astiès: Perché scrivere questo libro, laddove siamo già pieni di trattati di vita spirutuale?

Alain Noël: Mi sono reso conto che c’erano molte opere teoretiche e poche opere pratiche. Come vivere in questo mondo quando Gesù ci dice che non siamo più di questo mondo? (Gv 17, 14-18). Nel colmare questo gap, molti cristiani sono finiti col ritrovarsi come un’anima cartonata. Mi sono reso conto che per la maggior parte conservano una mentalità “pagana”, una logica “mondana”. I pagani fanno bene tante cose. Amare gli amici… i pagani lo fanno, dice Gesù (Mt 5, 46). Il cristiano, invece, ama anche i suoi nemici. C’è una conversione dell’intelligenza da effettuare per entrare nella logica del Vangelo. Questo libro ha l’ambizione di mostrare il DNA del cristiano. Come lo Spirito santo trasforma la nostra intelligenza per darci una mentalità cristiana? Numerosi cristiani continuano a vedere la vita in due dimensioni, cioè il bene da una parte e il male dall’altra. Ma per questo non c’è bisogno di essere cristiani. Il cristiano, invece, deve adottare una visione in 3D: il bene, il male e la misericordia di Dio all’opera nel mondo. La vita di tanti battezzati è piatta, mentre lo Spirito Santo ci invita a vederla in rilievo.

D. F.d’A.: Ecco, questo DNA del cristiano. Che cos’è di preciso?

A. N.: Anzitutto è il promemoria dello statuto del nostro battesimo. E poi è il ruolo dello Spirito Santo: come ci guida nella nostra vita? Il battesimo scarica in noi il dispositivo per camminare da figli di Dio. Dopo, bisogna installare il programma. Si clicca rispondendo alla chiamata di Dio e dicendo sì alla sua volontà. E la sua volontà è che siamo santi. Fin dai tempi del Levitico c’invita: «Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo» (Lev 19, 2). Ma questo non potrà accadere senza il nostro consenso. Nella Chiesa amiamo i santi. Non esitiamo a star loro addosso per risolvere i nostri problemi, grandi e piccoli, ma non abbiamo una gran voglia di assomigliare loro. Incrostiamo i loro piedi con i nostri ceri, ma la loro santità non ci riguarda se non per i benefici che essi ci procurano. Non ci sentiamo tagliati per la santità. Ora, voler essere cristiani e non voler essere santi significa rovinarsi la vita. Come regolare questo problema fondamentale? Vogliamo che lo Spirito Santo ci faccia del bene, che ci liberi, che ci guarisca. Ma in tal caso si potrebbe fare anche dello zen o prendere un’aspirina! Se preghiamo lo Spirito Santo è per essere santi! È una cosa al di là delle nostre forze, ma Gesù ha inviato lo Spirito proprio per darci la forza. E subito si comincia ad avere una vita cristiana più eccitante.

D. F.d’A.: Come passare “dall’effusione all’infusione dello Spirito”, per riprendere le sue parole?

A. N.: L’effusione dello Spirito ci mette sulla strada. Poi bisogna lasciare che si infonda in noi, cioè dobbiamo camminare secondo lui e fare in modo che i suoi sette doni trovino spazio per diffondersi in noi. Bisogna operare un decentramento di noi stessi. Paolo lo dice ai Corinzi: «Cristo è morto per tutti perché quanti vivono non vivano più per sé stessi, ma per lui che è morto e risorto per loro» (2Cor 5, 15). E questo infonde e dà del “buon tè divino”. Per arrivarci, è necessario prendere coscienza del fatto che il Signore crede in noi più di quanto noi crediamo in lui; ci ama più di quanto noi lo amiamo. Se ci chiede di essere santi, è perché ce ne darà fin da subito i mezzi. Sta a noi domandare lo Spirito Santo perché la nostra volontà si congiunga alla sua. Come? Conducendo una vita eucaristica, vale a dire facendo tutto «per Cristo, con Cristo e in Cristo». Per questo Laurent de la Résurrection (frate carmelitano del XVII secolo) preconizza di non cambiare le opere che compiamo, ma di decidere di fare per Dio ciò che fino a quel momento facevamo per noi stessi. È un vero cammino di santità per tutti. Il mio grande desiderio è di fare qualcosa perché i cristiani accettino di lasciarsi guidare e destabilizzare dallo Spirito Santo.

L'ADN du chrétien : l'Esprit Saint au secours de nos vies

L’ADN du chrétien : l’Esprit saint au secours de nos viesAlain Noël, Mame, aprile 2018, 240 pagine, € 14,90.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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