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“Santità, io non sono il capo dei tradizionalisti”. “Lei ha aggravato la crisi della Chiesa”

POPE PAUL VI AND REVEREND MARCEL-FRANÇOIS LEFEBVRE
Pope Paul VI By Vatican City via Wikimedia Commons - REVEREND MARCEL-FRANÇOIS LEFEBVRE By Antonisse, Marcel / Anefo (CC BY-SA 3.0) via Wikimedia Commons
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Ecco il verbale (senza censure) dell'incontro-scontro tra Paolo VI e monsignor Lefebvre a Castelgandolfo

E Lefebvre: «La crisi della Chiesa c’è».

Paolo VI: «Ne soffriamo profondamente. Lei ha contribuito ad aggravarla, con la sua solenne disubbidienza, colla sua sfida aperta contro il Papa».

Lefebvre replica: «Non sono giudicato come dovrei».

Montini risponde: «Il Diritto Canonico la giudica. Si è accorto Lei dello scandalo e del male che ha fatto alla Chiesa? Ne è cosciente? Si sentirebbe di andare, così, davanti a Dio? Faccia una diagnosi della situazione, un esame di coscienza e si domandi poi, davanti a Dio: che devo fare?».

“Ritratti pubblicamente le sue dichiarazioni”

«Lei comprenderà – conclude Paolo VI – che non posso permettere, anche per ragioni che direi “personali”, che Lei si renda colpevole di uno scisma. Faccia una dichiarazione pubblica, con cui siano ritrattate le sue recenti dichiarazioni e i suoi recenti comportamenti, di cui tutti hanno preso notizia come atti posti non per edificare la Chiesa, ma per dividerla e farle del male. Fino da quando Lei si incontrò con i tre Cardinali romani, c’è stata una rottura. Dobbiamo ritrovare l’unione nella preghiera e nella riflessione».

La preghiera insieme

Monsignor Giovanni Benelli, verbalizzante, conclude la trascrizione del colloquio con questa annotazione: «Il Santo Padre ha quindi invitato Mons. Lefebvre a recitare con Lui il “Pater Noster”, l’“Ave Maria”, il “Veni Sancte Spiritus”».

 Come è noto gli auspici e le preghiere di Papa Montini saranno lasciati cadere nel vuoto. Scrive ancora La Stampa: «anche se lo scisma lefebvriano si verificherà più di dieci anni dopo, durante il pontificato di Giovanni Paolo II, quando Lefebvre ormai vicino alla fine deciderà di ordinare dei nuovi vescovi senza il mandato del Papa».

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