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“Santità, io non sono il capo dei tradizionalisti”. “Lei ha aggravato la crisi della Chiesa”

POPE PAUL VI AND REVEREND MARCEL-FRANÇOIS LEFEBVRE
Pope Paul VI By Vatican City via Wikimedia Commons - REVEREND MARCEL-FRANÇOIS LEFEBVRE By Antonisse, Marcel / Anefo (CC BY-SA 3.0) via Wikimedia Commons
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Ecco il verbale (senza censure) dell'incontro-scontro tra Paolo VI e monsignor Lefebvre a Castelgandolfo

Papa Montini l’11 settembre 1976 ricevette a Castel Gandolfo l’arcivescovo francese Marcel Lefebvre, capo della “Fraternità San Pio X” e grande contestatore del Concilio.

La trascrizione di quel colloquio – tra il Papa che aveva condotto a termine il Concilio e aveva promulgato la riforma liturgica, e il vescovo ribelle che sfidava l’autorità del Pontefice – viene pubblicata ora nel libro “La barca di Paolo” scritto dal reggente della Casa Pontificia, padre Leonardo Sapienza. Ne dà anticipazione La Stampa (16 maggio)

L’incontro, si legge nel verbale, dura poco più di mezz’ora, dalle 10.27 alle 11.05. Il papa sembra più duro e ruvido. Lefebvre cerca di convincerlo con toni più morbidi ma decisi.

“E’ in gioco il Papa…”

Messaggero di S. Antonio/Creative Commons

«Spero di avere davanti a me un fratello, un figlio, un amico. Purtroppo, la posizione da Lei presa è quella di un antipapa – esordisce Paolo VI – Che devo dire? Ella non ha consentito alcuna misura nelle sue parole, nei suoi atti, nel suo comportamento. Non si è rifiutato di venire da me. Ed io sarei felice di poter risolvere un caso tanto penoso. Ascolterò; e la inviterò a riflettere. So di essere un uomo povero. Ma qui non è la persona che è in gioco: è il Papa. E Lei ha giudicato il Papa come infedele alla Fede di cui è supremo garante. Forse è questa la prima volta nella storia che ciò accade. Lei ha detto al mondo intero che il Papa non ha la fede, che non crede, che è modernista, e così via. Debbo, sì, essere umile. Ma Lei si trova in una posizione terribile. Compie atti, davanti al mondo, di un’estrema gravità…».

“Ho con me dei preti, numerosi fedeli…”

Lefebvre replica: «Forse c’è stato qualcosa di non appropriato nelle mie parole, nei miei scritti». Aggiunge di non essere solo, ma di avere «con sé dei Vescovi, dei preti, numerosi fedeli». Afferma che «la situazione nella Chiesa dopo il Concilio» è «tale che noi non sappiamo più che cosa fare. Con tutti questi cambiamenti o noi rischiamo di perdere la fede o noi diamo l’impressione di disobbedire. Io vorrei mettermi in ginocchio e accettare tutto; ma non posso andare contro la mia coscienza. Non sono io che ho creato un movimento» sono i fedeli «che non accettano questa situazione. Io non sono il capo dei tradizionalisti… Io mi comporto esattamente come facevo prima del Concilio. Io non posso comprendere come tutto d’un tratto mi si condanni perché formo preti nell’obbedienza della santa tradizione della santa Chiesa».

“Lei non ha voluto mai ascoltare..”

Paolo VI interviene per smentire: «Non è vero. Le è stato detto e scritto tante volte che lei sbagliava e perché sbagliava. Lei non ha voluto mai ascoltare. Continui pure il suo esposto».

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