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Riscoprire i tesori dell’Archivio Segreto Vaticano grazie all’intelligenza artificiale

VATICAN SECRET ARCHIVES
FREGONESE DANIELE / VATICAN SECRET ARCHIVES / AFP
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Intervista al professor Paolo Merialdo, coordinatore del team che ha sviluppato il software capace di interpretare i complessi "font" medievali

Questo è un buon esempio di informatica umanistica? L’ausilio della vostra disciplina è diventata centrale anche in campi del sapere come l’analisi testuale, la filologia, la letteratura comparativa: che tipo di sinergie si possono immaginare e con quali altre discipline?

E’ un buon esempio di progetto di ricerca interdisciplinare. Per noi è fondamentale la collaborazione con gli umanisti. Prima ancora di contattare l’ASV ho incontrato i miei colleghi del Dipartimento di Studi Umanistici, sia per validare l’idea, sia per cercare un paleografo da coinvolgere nel team. La professoressa Serena Ammirati ha immediatamente colto le pontenzialità di quello che avremmo voluto realizzare ed è subito entrata a far parte del team. Parlando con lei e con Marco Maiorino abbiamo approfondito anche possibili scenari applicativi che vanno oltre la trascrizione. Successivamente abbiamo attivato collaborazioni con altri ricercatori umanisti. Ad esempio, con il prof. Emanuele Conte, docente di diritto medioevale, abbiamo iniziato a ragionare sulla possibilità di applicare le nostre tecniche per ricostruire codici normativi; con il prof. Alberto D’Anna stiamo valutando la possibilità di applicare le nostre soluzioni per lo studio dei manoscritti che riportano la storia di Pietro.
Sorprendentemente (?) abbiamo avviato anche progetti di trasferimento tecnologico: alcune aziende si sono rivolte a noi per risolvere problemi di trascrizione di testi da documenti fiscali e legali.

VATICAN SECRET ARCHIVES
TIZIANA FABI / VATICAN SECRET ARCHIVES / AFP

 

Avete, per addestrare i programmi che avete implementato, chiesto l’ausilio degli studenti dei licei e delle superiori. Invece da parte dei vostri colleghi di Lettere e Filosofia? Ci sono paleografi nella vostra équipe?

Come riportato sopra, la professoressa Serena Ammirati, paleografa, fa parte del team. Lei stessa ha coinvolto suoi collaboratori per aiutarci sia nella scelta dei campioni da mostrare agli studenti come esempi dei vari simboli da riconoscere, sia per produrre le trascrizioni di riferimento attraverso le quali valutiamo le prestazioni del nostro sistema. La collaborazione con la professoressa Ammirati ha avviato anche altre collaborazioni interdisciplinari: abbiamo appena presentato una proposta di progetto al MIUR con un team che comprende fisici, ingegneri, umanisti; il tema e’ lo sviluppo di tecnologie per il recupero del patrimonio storico culturale.

Quali sono i principali problemi che avete dovuto risolvere? Cosa avete imparato da questa esperienza?

La segmentazione delle parole in caratteri è il problema principale che abbiamo affrontato. E’ difficile riuscire ad individuare i confini di un carattere senza riconoscerlo, così come è difficile riconoscere una carattere senza averne individuato i confini. E’ stato molto bello coinvolgere gli studenti delle superiori. Non è stato semplice spiegare a tutti la portata del loro contributo: semplice ma fondamentale.
Questa esperienza ci ha arricchiti molto dal punto di vista culturale, ma anche personale. I rapporti tra tutti i membri del team sono ottimi. Stiamo imparando anche a interagire con la stampa: dopo l’articolo di The Atlantic ci hanno contattato decine di giornalisti.

Materialmente avete dovuto lavorare nell’Archivio? Molti di quei codici sono antichissimi e delicatissimi. Come vi siete regolati?

Non c’è stato bisogno di accedere all’ASV. Nell’ambito di un accordo di collaborazione con l’Università di Roma Tre-Facoltà di Ingegneria, l’Archivio Segreto Vaticano ci ha fornito le immagini digitali dei Registri Vaticani di Onorio III: in questo modo nessun originale è stato impegnato in alcuna fase del processo di creazione del sistema. In ogni caso, l’Archivio ci ha concesso diverse visite, sia per permetterci di capire l’entità del patrimonio dell’Archivio, sia per incontri finalizzati alla definizione dell’accordo che per incontri informativi di aggiornamento sull’andamento del progetto. Abbiamo anche visto gli originali dei manoscritti su cui stiamo lavorando: e’ stato emozionante!

VATICAN SECRET ARCHIVES
GIOVANNI CIARLO / VATICAN SECRET ARCHIVES / AFP

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