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Come Gesù ci mette in moto quando le aspettative vengono distrutte e ci sentiamo bloccati

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di Padre Gaetano Piccolo

Meditazione per la VII Domenica di Pasqua – Ascensione del Signore

Tutto è vostro: disponetene interamente secondo la vostra volontà
Ignazio di Loyola

I racconti di Pasqua, quelli che descrivono gli eventi immediatamente successivi alla risurrezione di Gesù, parlano spesso di delusione, come nel caso dei discepoli di Emmaus, di paura come la prima finale di Marco, in cui le donne fuggono dal sepolcro senza dire niente, di porte chiuse, come quelle del Cenacolo, in cui i discepoli si sono chiusi dentro.

Il rischio dunque di rimanere delusi, fermi e chiusi dentro è sempre in agguato, soprattutto in quei tempi della vita in cui non riusciamo a capire cosa sta avvenendo, nelle situazioni in cui saltano i nostri schemi o quando ci troviamo davanti a fatti che ci sembrano più grandi di noi.

Non mi meraviglia, dunque, che l’intervento di Gesù risorto vada proprio nella direzione di rimettere in moto delle vite che rischiano di rimanere inceppate sotto il peso dell’incomprensione. Per andare avanti, bisogna rileggere e salutare il passato.

L’episodio dell’ascensione di Gesù al cielo è un momento di congedo, necessario per poter ripartire. Non a caso, questo evento è non solo la fine dei Vangeli, ma anche l’inizio degli Atti degli apostoli.
È un evento che genera proprio perché permette di prendere congedo da quello che è avvenuto.

A volte anche noi siamo incapaci di ripartire nella vita perché rimaniamo attaccati a quello che è successo, rischiamo di fissarci senza la capacità di voltare pagina.

Questi versetti sono attraversati da verbi di movimento: Gesù invita ad andare. E alla fine i discepoli mostrano di aver accolto l’invito di Gesù, infatti partirono e predicarono. Nella loro vita è avvenuto un cambiamento e si sono rimessi in moto.

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