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Fa il suo ingresso nella vita religiosa vestita da sposa

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Un rituale che non si verificava dagli anni Quaranta in un monastero italiano

Le donne che stanno per sposarsi non sono le uniche a indossare il vestito da sposa; lo indossano anche quelle che entrano in certe congregazioni religiose, come nel caso di suor Maria Vittoria della Croce, il cui recente “matrimonio con Gesù” ha fatto scalpore sulle reti sociali.

La cerimonia di ingresso di suor Maria Vittoria della Croce nel monastero benedettino di San Ruggiero di Barletta si è svolta il 27 aprile nella basilica cattedrale di Santa Maria Maggiore ed è stata presieduta dall’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, monsignor Leonardo D’Ascenzo.

Il responsabile per le comunicazioni dell’arcidiocesi, il diacono Riccardo Losappio, ha spiegato al Gruppo ACI che “per le monache benedettine presentarsi vestite da sposa fa parte del rituale di vestizione delle religiose”.

“Entrano sempre in chiesa vestite così perché sono le spose di Cristo, che gli vanno incontro e si vestono da sposa per anticipare nella storia quello che domani sarà nella pienezza di Dio”, ha indicato Losappio.

Durante la cerimonia, come ha fatto suor Maria Vittoria della Croce, le novizie “tolgono il vestito da sposa, tagliano i capelli, indossano l’abito benedettino e ricevono il crocifisso per indicare la loro gioiosa rinuncia a tutto ciò che è effimero”.

Losappio ha sottolineato che la vestizione di suor Maria Vittoria della Croce – che ha 27 anni e il cui nome di Battesimo è Carmen D’Agostino – è stata “un rito che non si realizzava a Barletta dagli anni Quaranta per via di mancanza di vocazioni alla vita consacrata secondo la Regola di San Benedetto”.

“Il monastero di San Ruggiero si è ridotto a poche religiose ormai anziane, e tre anni fa è stato rifondato con l’arrivo di varie religiose giovani, che lo hanno rivitalizzato con nuove vocazioni”, ha riferito al Gruppo ACI.

Il diacono ha indicato che queste religiose, tra le quali l’attuale badessa, vengono dal monastero benedettino di Santa Maria delle Rose di Sant’Angelo in Pontano, nelle Marche.

Attualmente, con l’arrivo di suor Maria Vittoria della Croce, “la comunità monastica benedettina di San Ruggiero è composta da sei religiose che hanno fatto la professione solenne, quattro che hanno fatto quella temporanea, due novizie e una postulante”.

Una “pietra preziosa” per Gesù

Losappio ha condiviso con il Gruppo ACI la testimonianza di suor Maria Vittoria della Croce, pubblicata anche dal giornale dell’arcidiocesi, “In Comunione”.

La religiosa stessa ha scritto la sua storia. È nata il 17 gennaio 1991 a Melfi, e nel 2014 ha terminato gli studi di Infermieristica presso l’Università di Foggia.

Ha anche indicato di essere cresciuta in una famiglia cattolica appartenente al Cammino Neocatecumenale e di avere tre fratelli.

“Quando avevo 15 anni mia madre è andata in Cielo dopo una lunga malattia vissuta con fede. Non è stato facile per me, ma posso testimoniare che il Signore si prende sempre cura della mia famiglia e di me”, ha affermato.

“Pensare a mia madre mi aiuta a guardare il Cielo, il Paradiso. Più che aver fatto una scelta, sono stata scelta da Lui: in un incontro di giovani, e poi attraverso altre persone, ho sentito l’amore di Cristo manifestato sulla croce”.

Questa chiamata vocazionale “mi ha aperto il Cielo”, ha aggiunto.

“Ho semplicemente accettato questo amore, questa chiamata a lottare per il Regno dei Cieli, e con l’aiuto della Chiesa per discernere questa chiamata sono entrata in monastero”. La cerimonia, ha indicato, è stata “un piccolo passo avanti nella vita monastica, nella certezza che Gesù è fedele”.

Altre congregazioni religiose nelle quali le donne si vestono da spose per prendere i voti sono le Clarisse, le Suore Serve del Cuore Immacolato di Maria e la Congregazione di Maria Regina Immacolata.

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