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I motivi del successo della devozione alla Santissima Vergine

Gaudium Press - pubblicato il 10/05/18

Senza devozione alla Madonna, la religione si tinge di razionalismo

Queste due disposizioni – umiltà e fiducia – rappresentano la base del sentimento religioso, ed è per questo che ogni anima religiosa comprende la devozione alla Santissima Vergine.

Un’anima che smette di comprenderla smette di essere religiosa o è pronta a fabbricarsi una religione più o meno tinta di razionalismo, come certi stoici battezzati che hanno formato la propria spiritualità più sui libri di morale degli studi universitari che sugli autori ascetici. Per quelle anime, Cristo è più un modello che posa davanti a loro che un amico che vive in loro e le fa vivere. Verrà il giorno in cui, dopo inutili sforzi, riconosceranno finalmente la loro debolezza radicale e si getteranno umilmente tra le braccia di Dio. Quel giorno inizeranno anche a volgersi alla Santissima Vergine.

Ecco il motivo per il quale tante persone hanno smesso di avere una religione e si accontentano di una semplice filosofia: hanno eliminato la devozione alla Santissima Vergine per andare più direttamente – pensavano – a Gesù Cristo. Ora, perdendo di vista la Santissima Vergine, hanno perso rapidamente anche Gesù Cristo.

Il cardinale Newman, nella sua splendida Lettera a Pusey, sul culto della Madonna, dice che “a Maria è affidata la custodia dell’Incarnazione. Se guardiamo l’Europa, verificheremo che le Nazioni e i Paesi che hanno perso la fede nella divinità di Cristo sono proprio quelli che hanno abbandonato la devozione a sua Madre, e dall’altro lato quelli che si sono più distinti nel suo culto hanno custodito l’ortodossia”.

Tracciando la mappa della devozione a Maria avremmo tracciato la mappa dell’espansione e della conservazione della fede cristiana, e questo non solo nel XIX secolo né a partire dalla Riforma, ma nel corso di tutta la storia della Chiesa, come concluderà Neubert nella sua tesi per quanto riguarda i primi secoli cristiani, dicendo che “tutta la storia delle origini della mariologia si presenta come la storia della difesa e dell’ampliamento della cristologia. La Madre era la garanzia del Figlio, e la gloria del figlio iniziava a effondersi sulla Madre”.

La grandezza di Maria può essere intesa solo in relazione all’Incarnazione

Il Vangelo è la vita di famiglia con Dio. Egli sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi, Dio nostro Padre, Gesù nostro Fratello Primogenito, venuto a noi per incontrarci e ricondurci al Padre. Ma non capiremo mai meglio quanto Dio sia nostro Padre che pensando alla dolce Madre che Egli ci ha donato. E non comprenderemo mai Gesù come nostro Fratello Primogenito se non contemplandolo accanto a Maria, nostra Madre comune. E allora, come non dobbiamo isolare Gesù da Maria, non dobbiamo isolare neanche Maria da Gesù.

Maria ci aiuta a comprendere Gesù. Non si può meditare sui privilegi di Maria senza capire meglio suo Figlio, da cui e a causa del quale li ha ricevuti. Allo stesso modo, solo in Gesù possiamo comprendere Maria: Gesù è tutta la ragion d’essere di Maria, e questa non sarebbe ciò che è se non in vista dell’Incarnazione e della Redenzione. Esaltare le grandezze di Maria senza mostrare il suo rapporto con l’Incarnazione è farlo a metà e dare la forte impressione di gente sviata. Ecco il motivo per il quale certi libri, certe cose sulla Santissima Vergine, lasciano un senso di vuoto, di insipidità o di iperbole. Non correremo mai il rischio di sembrare iperbolici, parlando di Maria, se avremo la cura di presentarla insieme al suo Figlio Divino. Ma voler ammirare Maria astraendo da Gesù è una cosa assurda tanto quanto estasiarsi per lo splendore dell’aurora un giorno in cui il sole è coperto da nubi grigie.

Se volessimo passare in rassegna le virtù cristiane e tutta la diversità dei nostri stati d’animo e le fasi della nostra vita interiore, potremmo moltiplicare in modo indefinito i particolari di questi aspetti psicologici della devozione alla Santissima Vergine.

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