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Il detective che è stato costretto a lasciare la polizia per aver indagato su un prete pedofilo

VICTORIA POLICE

By Todsaporn Ruyarlee | Shutterstock

Gelsomino Del Guercio - pubblicato il 09/05/18

Denis Ryan ora sarà risarcito dallo Stato. Ancora un episodio oscuro nella Chiesa australiana, già segnata dal caso del cardinale George Pell

Denis Ryan è un ex detective australiano che cinquant’anni fu costretto a dimettersi dalla Polizia dello Stato di Victoria – la regione più a sud dell’Australia – perché cercò di assicurare alla giustizia un prete pedofilo. Oggi Ryan riceverà dopo decenni dai fatti accaduti un risarcimento pecuniario.

La stampa australiana sta osannando questo eroe finora sconosciuto e gli tributa i giusti onori.

Tutto accadde per le indagini che Ryan condusse sulla doppia vita di monsignor John Day, un prete cattolico che abusò di minori nella città di Mildura (La Repubblica, 9 maggio).

Storie di abusi

Da queste indagini, condotte dal poliziotto nel 1972, risultarono 12 vittime delle molestie e violenze sessuali: chierichetti e ragazze di una scuola cattolica dove lavorava monsignor Day. Ma i superiori di Ryan – alcuni dei quali vicini al prelato – non diedero voce alle sue preoccupazioni. Un suo superiore gli disse di abbandonare l’indagine.




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Dalla Polizia alla frutta

A quel punto il poliziotto arrivò ad una clamorosa decisione. Lasciare la polizia, dimettendosi e perdendo così pensione e benefici. Iniziò a lavorare come imballatore in un ingrosso di frutta.Più tardi diventò sindaco della sua città, Mildura. E cercò di smascherare il ruolo che i più alti ufficiali della polizia di Victoria Police giocarono nel coprire il monsignore pedofilo.

Le indagini e le scuse

Le sue indagini su Day, sono rimaste chiuse negli archivi della polizia dello Stato di Victoria per quasi cinquant’anni (The Washington Post, 8 maggio). Nel 2015 è stata la Commissione Reale (Corte di Giustizia ndr) a riaprire le indagini sul caso Day e su molti altri casi di pedofilia in Australia.

Lo stesso Ryan testimoniò davanti alla Commissione che attestò il motivo per cui il detective si chiamò fuori dalla polizia: ovvero le pressioni subite per le sue indagini. La polizia di Vittoria ufficialmente si scusò con Ryan nel 2016, ma il peso delle vecchie omissioni ha continuato a pesare su di lui.




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La minaccia di Padre Taffe

Nel 2017, nel suo rapporto finale la Commissione Reale ha parlato di «tragedia nazionale» per tutti quei bambini vittime di pedofilia, citando espressamente anche «attività religiose», tra quelle in cui si erano consumati i crimini. Tra questi il caso di Day.

Scrive The Guardian (7 dicembre 2015), rilanciando il dossier della Commissione, che fu un certo Padre Peter Taffe a sconsigliare al detective di approfondire le indagini su monsignor Day, altrimenti sarebbe rimasto senza lavoro. L’avvertimento era datato dicembre 1971. Dopo di questo episodio giunsero le pressioni dei suoi superiori della Polizia di Victoria. E a quel punto Ryan gettò la spugna.




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“Cercò di proteggere i bambini”

Secondo quanto ha riferito Vernon Knight, che ha gestito le trattative con la giustizia per conto di Ryan, il detective sarà risarcito con il pagamento di una somma forfettaria. «Denis ha 86 anni- spiega – e vuole vivere il resto della sua vita ripristinando quella dignità che gli fu negata». E ancora: «Fu crocifisso perché fece il suo lavoro cercando di proteggere i bambini e perché cercò di chiedere il conto ai responsabili».

Tags:
australiapedofiliapedofilia nella chiesapolizia
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