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Cari nonni, fate i biscotti coi vostri nipoti e lieviterà il loro stupore

NONNI, NIPOTI, CUCINA
Shutterstock
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Il gusto, l’olfatto e il tatto non passano attraverso lo smartphone, perciò cucinare è un’esperienza educativa essenziale per non perdere il contatto con la ruvidità profumata del reale

Che bello questo suggerimento: nonni, mettetevi a cucinare con i vostri nipoti. Non rincorreteli nel linguaggio dello smartphone, nel capriccio davanti all’ennesimo videogioco. Portateli in cucina e tirate fuori farina, lievito e matterello: ai bambini piace pasticciare, sporcarsi, impastare, e si divertiranno a fare i biscotti. Impareranno il valore dell’attesa, della pazienza, guardando la magia della lievitazione. Chi cucina sa che bisogna essere costanti, bisogna ripetere sempre gli stessi gesti, cercando però ogni volta di ottenere il meglio, anzi cercando la perfezione. Inoltre ci vuole collaborazione, bisogna avere fiducia e pazienza con coloro che cucinano con noi, vivere l’umiltà e il servizio, la disciplina e l’ordine, ma anche la creatività, l’innovazione, la voglia di fare gruppo e di condividere successi e crescita.

In un mondo sempre più virtuale, i nonni possono educare i loro nipotini anche preparando insieme a loro una crostata o le polpette.
Mi vengono in mente alcune parole di Jonah Linch, giovane prete americano e rettore del seminario della Fraternità dei Missionari di San Carlo. Nel suo libro Il profumo dei limoni – Tecnologia e rapporti umani nell’era di facebook (ed. Lindau) racconta: «Cosa c’entrano i limoni con la tecnologia? Un limone colto dall’albero ha la scorza ruvida. Se la si schiaccia un poco ne esce un olio profumato e d’improvviso la superficie diventa liscia. E poi c’è quel succo asprigno, così buono sulla cotoletta e con le ostriche, nei drink estivi e nel tè caldo! Tatto, olfatto, gusto. Tre dei cinque sensi non possono essere trasmessi attraverso la tecnologia. Tre quinti della realtà, il sessanta per cento.»

Ecco a che cosa serve la cucina: a raccontare quella parte della realtà, quel 60 % che non si trova nel computer.
Anche tra i fornelli si fa la conoscenza del mondo.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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