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Mamma riceve la cresima con la figlia, disabile, dalle mani di Francesco e gli regala un rosario di pietre di scarto (VIDEO)

POPE CONFIRMATION
M. MIGLIORATO I CPP
6 maggio 2018: il Papa amministra il sacramento della Confermazione a una bambina con una malattia mitocondriale e a sua madre, durante una visita pastorale a una parrocchia di Roma
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Paola Desideri si era allontanata dalla Chiesa ma grazie al nuovo parroco Don Maurizio Mirilli e all'operato di Papa Francesco in difesa dei più fragili, degli scartati, è tornata a casa. E ha chiesto la Cresima per la figlia e per sè

Paola, mamma di Maya, grazie al parroco e all’arrivo di Papa Francesco si riavvicina alla Chiesa

La signora Paola Desideri per un periodo si era allontana dalla Chiesa ma non dalla fede e all’arrivo di don Maurizio Mirilli, come parroco della parrocchia Santissimo Sacramento,  racconta,“mi sono riavvicinata alla Chiesa. Per cui quando ho saputo dell’arrivo del Papa ho chiesto di poter ricevere la Cresima per me e Maya”.

Lo riferisce lei stessa ai microfoni di TV2000, nello speciale dedicato :

“Ho incontrato il Papa qualche anno fa, – ha raccontato la signora Paola – ha sempre dimostrato una grande sensibilità nei confronti di questi bambini che considera preziosissimi. Da lui mi sono sentita accolta e amata in quei pochi minuti di colloquio. Questa attenzione l’ha dimostrata anche nei casi di Charlie e Alfie mettendo a disposizione tutto quello che poteva. Credo che abbia fatto più di chiunque altro. E con il cuore e lo spirito è stato vicino a questa famiglia in un modo incredibile. Ha fatto veramente l’impossibile”.

Il Sacramento della Confermazione per mamma e figlia dalle mani del Papa

E così ieri, domenica 6 maggio, nella parrocchia del Santissimo Sacramento nel quartiere di Tor de’ Schiavi a Roma, Maya e la sua mamma hanno ricevuto dalle mani del Santo Padre il Sacramento della Confermazione.

Maya ha dodici anni ed è affetta da una rara malattia mitocondriale, la sindrome di Leight. Queste due notizie scritte insieme, legate da un’innocua congiunzione, sono invece miracolose se seguiamo il breve racconto della mamma: una volta diagnosticata la rara sindrome genetica che affliggeva la loro piccola sono arrivate per i genitori  inesorabili le statistiche. Maya vivrà poco, pochissimo, dicevano in sintesi. E più volte la sua situazione è precipitata al punto che i medici prevedevano una fine imminente. Invece Maya si riprendeva. Ha dimostrato nel tempo un attaccamento alla vita formidabile, riferisce Paola.

Paola, Kate e tutte le madri che col proprio dolore, simile a quello di SS. Maria, contribuiscono a salvare il mondo

Penso a questa mamma coraggiosa che ama e cura la sua bambina un giorno dietro l’altro senza la speranza che possa stare seduta da sola, camminare, correre, parlare ma con la gioia sincera di averla con sé. E la certezza del Paradiso e questa, dobbiamo riconoscerlo, è una speranza coi fiocchi.

E penso che l’insofferenza dei frettolosi, dei pavidi, di chi non ha avuto o voluto la grazia di misurarsi con il dolore e la malattia, diventi la voce folle che accusa di egoismo i tanti genitori eroici e normali di bambini, gravemente ammalati o disabili; è una pietà che non esiste quella che vuole morti questi bambini. Ed è in fondo niente altro che odio satanico quello che fa crescere il fastidio fino al punto da volerlo trasformare in sistema e imporlo per legge. Ed è a quello che dobbiamo opporci con le armi giuste.

L’accostamento con Charlie Gard ed Alfie Evans lo fa proprio la mamma di Maya sempre nello speciale di TV2000 con una lucidità e una chiarezza ossigenanti. Siamo stanchi di benealtrismi e complicazioni che non devono esistere di fronte alla vita della persona più fragile che ci sia, il bimbo malato: deve solo essere difeso e custodito e non lasciato in pasto a sistemi capaci di esigerne la morte per fame, sete e privazione di cure essenziali.  Possiamo immaginare che la quota di dolore di mamma Paola sia stata più alta di quella di tanti altri, nei giorni e nelle notti lungo i quali abbiamo seguito e combattuto per questi innocenti pretesi da un potere omicida. In tanti eravamo pure commossi, partecipi e combattivi. Ma tra lei e Kate ipotizzo una sorta di comunione intermaterna, una telepatia che comunicava da un ventre all’altro; una freccia arroventata scoccata dal cuore della giovane inglese che abbia attraversato la Manica, le Alpi, correndo giù per lo stivale fino al quartiere Tor de’ Schiavi e lì  si sia conficcata in quello di Paola. Immagino una condivisione dell’amarezza tra le tante Marie dei dolori che affollano la terra, oggi.

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