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Gino Bartali e Adriana Bani, il matrimonio è una pedalata sulla strada scelta da Dio

GINO BARTALI

Angelo Cozzi (Mondadori Publishers) Via By Wikimedia Commons

Annalisa Teggi - Aleteia - pubblicato il 01/05/18

Il ciclismo è davvero un simbolo eloquente della vita e le regole che valgono sulla strada – i valori anche! – per il campione non vennero meno una volta sceso dalla bicicletta. Il matrimonio è una di quelle faccende umane in cui i paragoni con la fatiche delle salite, il tenere d’occhio e sostenere i compagni, l’inebriarsi dell’aria fresca di certe discese, sono azzeccati; ancora di più l’idea che a una partenza segua, con un percorso più o meno lungo, un traguardo. Gino Bartali e Adriana Bani sono stati un esempio dimesso eppure fortissimo del legame d’amore cristiano giurato davanti a Dio.




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I genitori di lei inizialmente diffidavano di quel giovanotto che correva in bici e gli chiedevano: «Corridore? Che mestiere è?» e lui rispondeva «Un mestiere sportivo». E certo ci vuole allenamento, fiato e grinta per cimentarsi anche nell’impresa della famiglia. Tutti noi, mogli e mariti, facciamo un mestiere sportivo; non una gara l’uno contro l’altro, ma una staffetta instancabile (per ciascuno c’è il momento muscolare in cui stare davanti a tirare e tagliare il vento, e poi c’è da stare dietro in scia).
È teneramente ironico notare che, riguardo al fidanzamento, fu Adriana a tirare e Gino rimase in scia:

Irruento e forzuto quando si tratta di spingere sui pedali, Bartali è timidissimo quando si tratta di fare la corte alla sua Adrianina e nonostante cerchi d’incrociare lo sguardo di lei per più di un anno, «Adriana sembrava non vedermi neanche, nonostante fossi già a quel tempo conosciutissimo a Firenze e non solo» «Certo che lo vedevo invece – racconta oggi Adriana – ma quelli erano tempi diversi, in cui non era facile esporsi e poi io ero la ragazza, era l’uomo che doveva fare il primo passo, mica come oggi!» (da Paolo Alberati, Gino Bartali)

Si parla di una lunga camminata assieme, in cui Gino accompagnò a casa Adriana dal lavoro e rimase muto; fu lei, davanti al portone di casa, a ricordargli: «Ma lei non doveva dirmi qualcosa?». Solo a quel punto lui fu spronato a farle la sua dichiarazione d’amore.

Il matrimonio fu tutt’uno con la guerra, siamo nell’autunno del 1940 e le vittorie su pista di Gino si alternano ai grandi riconoscimenti: per la seconda volta Bartali viene ricevuto dal Papa, che in quest’ultimo caso è Pio XII. Poi il 9 ottobre viene chiamato alle armi e questo lo porta ad anticipare le nozze, con la chiarezza mentale di chi pensa «a questo mondo è meglio una vedova, che una fidanzata lasciata sola». I vincoli, come diventano importanti per un uomo che ha davanti l’ipotesi di una guerra!
Si sposano il 14 novembre 1940, Adriana ha da poco perso il fratello, soldato volontario. Tutto quello che è contemplato nella formula nuziale, la coppia Bartali Bani lo ha attraversato, simile in questo viaggio a tanti mariti e mogli che, nel silenzio generale, tengono in piedi le fondamenta del nostro paese.

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