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Alfie Evans può ricevere il sacramento dell’unzione degli infermi?

Alfie
Alfie's Army
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Nonostante la giovane età non avrebbe limitazioni. Ecco perché

Il “fattore” Francesco

Nel caso di Alfie, secondo Sequeri, a rendere valida l’unzione degli infermi è anche un ulteriore fattore. Cioè l’intervento di Papa Francesco, e quindi la mobilitazione della Chiesa per tenere in vita il bambino, certificano «ad abundantiam le condizioni di questa sussidiarietà della fede».

Nelle braccia del Signore

Tutti questi aspetti sono determinanti per dire “Si”, senza remore, all’unzione degli infermi per Alfie: il sacramento incarna speranza e consolazione per i genitori, in primo luogo, nell’affidare il piccolo al Signore.

Non c’è motivo, chiosa il teologo, «per sollevare obiezioni di tipo legalistico all’applicazione della maternità parentale ed ecclesiale, già esercitata per il battesimo, anche per il sacramento dell’unzione degli infermi».

Una distinzione da considerare

Il professore Andrea Grillo, docente di Teologia Sacramentaria presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo a Roma, sottolinea ad Aleteia che c’è una ulteriore questione di cui tener conto. E riguarda la differenza tra i sacramenti dell’iniziazione e i sacramenti di guarigione (riconciliazione e unzione degli infermi). «E’ del tutto normale – afferma Grillo – pensare che la guarigione cristiana riguardi la persona che è capace di ragionare. Una persona che a causa della sua malattia ha visto messa in crisi la propria fede e si è distaccata da Dio e dal prossimo».

L’età della ragione

C’è, dunque, un aspetto razionale che va preso in considerazione, legato all’età evolutiva e alla capacità di comprendere la realtà quotidiana. «La Chiesa identificava a 12 anni – precisa il teologo – l’età per poter ricevere un sacramento di guarigione, poi abbassata da alcuni decreti di Pio X, ad inizio novecento, a 7/8 anni. Un bambino di due anni, anche se malato grave, non avrebbe bisogno di ricevere questo sacramento. Non è privato di un diritto ma è riconosciuto in stato di grazia. E’ un’anima che non pecca, che non perde la fede. Ma questo non esclude che il sacramento non si possa celebrare analogicamente, forse più per i genitori che per lui».

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