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L’Italia ha un cuore, per una bimba di tre anni

CUORE, BIMBA, DOTTORE
Shutterstock
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Al Bambin Gesù di Roma è stata eseguita un'operazione cardiaca all'avanguardia che permetterà a una paziente piccolissima di vivere a casa in attesa di un trapianto

Parlare dell’ ospedale Bambin Gesù di Roma e di piccoli pazienti con patologie gravi, ci fa tutti volare a quella stanza dell’ Alder Hey Hospital dove un’intera famiglia (e moltissimo popolo) sta abbracciando la battaglia di Alfie.

Rimanendo dentro questa cornice di pensiero, sosteniamo una volta di più l’affermazione ovvia che la medicina è una grande alleata della vita umana. L’uomo non è e non deve essere in competizione con Dio per decidere a chi dare o togliere la vita. Il dottor Frankenstein pagò a caro prezzo la sua presunzione di onnipotenza. Quel che è accaduto a Roma lo scorso febbraio è una testimonianza del grande valore che ha l’intraprendenza medico-scientifica per favorire quanto più possibile la cura di pazienti gravi, a cui occorrono strumenti adeguati per arrivare alla cura e una forma umanamente tollerabile e premurosa di assistenza.

Una bambina di 3 anni, affetta da miocardiopatia dilatativa, è stata operata per permetterle di restare in vita fino al momento in cui sarà possibile farle un trapianto cardiaco vero e proprio: le è stato impiantato un mini-cuore artificiale, alimentato da una batteria esterna. Si tratta di un dispositivo davvero minuscolo, di 15 millimetri, che sarà di prossima sperimentazione negli Usa, ma che l’Ospedale Bambin Gesù ha ricevuto un’autorizzazione straordinaria di utilizzo. Questo strumento miniaturizzato di assistenza ventricolare è stato studiato per i bambini più piccoli (sotto i 25 chili di peso) per i quali i dispositivi già esistenti non risultano appropriati (da Repubblica).

L’operazione di impianto sulla piccola si è svolta a febbraio, ne viene data notizia ora perché si è atteso di valutare l’esito positivo dell’intervento sulla bimba. Il vantaggio di questa mini-pompa cardiaca, oltre a garantire la sopravvivenza della bimba fino al trapianto, le permetterà di vivere l’attesa senza stare in ospedale. E questo è garanzia di un percorso davvero virtuoso, in cui non solo si ha premura della vita biologica di un essere umano, ma ci s’ingegna perché la sua qualità di vita sia la migliore possibile.

Cara piccola, coraggio. Ti siamo accanto nella tua prova, voi bimbi siete la nostra speranza e con la vostra tenacia state dando grandi lezioni a questo mondo triste che ha perso gli occhi per strada, e non si accorge più di quanta nuda meraviglia ci sia in una sistole alternata a una diastole; a un naso che inspira ed espira.

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