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Alfie, il giudice, l’insulto e la “grazia”

Alfie Evans protesto pais
Reprodução
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Si tiene in questo momento la sentenza che pare destinata a dire la parola fine (forse) sulla surreale vicenda del piccolo disabile inglese (e italiano) reo soprattutto di essere molto amato dai suoi genitori. Il giudice ha dato mostra di una tempra da manuale lombrosiano, e pare che reciti una parte con l’Ospedale per continuare a far soffrire questa giovane famiglia pur lavandosene – finalmente – le mani.

E chissà perché allora, sic stantibus rebus, stamattina Mr. Justice si sarebbe affrettato a far rimuovere dalla rete le dichiarazioni di Tom alla stampa, nelle quali il giovane confidava di aver parlato a cuore aperto con i dottori, e che questi avrebbero ammesso che lui «aveva ragione: aveva sempre avuto ragione». Misteri.

Un punto di novità sembrò esserci quando

[…] Il Giudice sembra aver escluso di permettere il trasferimento di Alfie a Roma o Monaco per essere trattato, ma chiede all’Alder Hey di considerare la possibilità di permettere ai genitori di portarlo a casa.

Questo è probabilmente il cuore della sentenza (se si può dire che una cosa simile abbia un cuore), ma

Ci sono state anche critiche da Alder Hey e dal Giudice ad alcune persone attorno ai genitori di Alfie, ritenute responsabili di alimentare false speranze. «È “profondamente deprimente”, per usare un eufemismo». Il giudice ha definito uno [di costoro] «un giovanotto fanatico e illuso».

Frattanto l’ospedale pensava al da farsi, e così

Un medico dell’Alder Hey, parte del team che ha “trattato” [virgolette d.R.] Alfie stanotte comunica alla Corte che al più presto potrebbero rimandarlo a casa tra 3-5 giorni, ma che l’“ostilità” ai medici rende la cosa attualmente impossibile.

Il tizio si sarebbe spiegato meglio:

Il medico dell’Alder Hey parla alla Corte di “autentica paura”, tra i colleghi medici, in quell’atmosfera ostile. Afferma che sia «da spezzare il cuore che stiamo ancora a doverci giustificare di volere il meglio per la famiglia di Alfie».

Insomma, possiamo tirare qualche linea di sintesi:

  • Il giudice avverte la pressione politico-diplomatica internazionale e schiuma rabbia, ma al contempo vuole uscirne (possibilmente pulito): quindi insulta e sbeffeggia i due ragazzi, rei di avere un figlio disabile e di amarlo;
  • L’ospedale spera di poter reggere la parte al giudice ma di riuscire a trattenere il bambino in ospedale giusto il tempo necessario per farlo morire: so da fonte certa che a pulire il catarro del bambino erano gli stessi genitori, e che dovevano farlo mentre gli infermieri erano voltati.

Scrivo e dietro di me gli zii e i nonni di Alfie cercano di ammazzare l’ansia tenendosi compagnia e sforzandosi di sorridere. È gente semplice e buona. Troppo per piacere a Mr. Justice.

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