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Il Papa rivela un difetto segreto che spesso hanno le persone religiose

MAN,PRAYS,CHURCH

Pascal Deloche | Godong

Tom Hoopes - pubblicato il 23/04/18

Una tentazione in cui i cristiani cadono da millenni. Capita anche a voi?

Ho un problema. Papa Francesco dice che potrei non essere il solo. Potreste averlo anche voi.

So molto della mia fede, ma non so sempre recitare bene le mie preghiere. Evangelizzo regolarmente a parole, ma solo occasionalmente servo davvero le persone della mia comunità. Forse posso non essere sempre disposto ad ammetterlo, ma sono ben rapido a liberarmi mentalmente di certe persone.

In breve, sono colpevole dell’essere preda di una tentazione in cui i cristiani cadono da millenni: lo gnosticismo.

Varie delle prime eresie credevano che fosse stata una “conoscenza segreta” – una “gnosi” – sul regno spirituale a salvarci. Non mi definirei mai “gnostico”, ma secondo Francesco imito gli gnostici in molti modi, e forse lo fate anche voi.

Potreste essere gnostici se nella religione non cercate altro che sentimenti.

Una frase di una vecchia canzone di Leonard Cohen sembra descrivere quello che è sempre accaduto nella mia vita: “Quando non ti senti santo, la tua solitudine dice che hai peccato”.

Se essere capaci di provare dei sentimenti è parte di ciò che ci rende umani, tendiamo a confondere i nostri sentimenti – positivi o negativi – con lo stato reale della nostra anima.

Nella Evangelii Gaudium, del 2013, Papa Francesco l’ha definita una tendenza gnostica e ha messo in guardia contro “una fede rinchiusa nel soggettivismo, dove interessa unicamente una determinata esperienza o una serie di ragionamenti e conoscenze che si ritiene possano confortare e illuminare, ma dove il soggetto in definitiva rimane chiuso nell’immanenza della sua propria ragione o dei suoi sentimenti”.

Ciò che conta non è che ci si senta santi o meno. La santità riguarda l’amore nei confronti di Dio e del prossimo, non quello che si prova.

Potreste essere gnostici se pensate che ciò che sapete sia più importante di quello che fate.

San Girolamo, lo studioso cristiano delle origini, è famoso per il tempo che ha trascorso traducendo la Bibbia, ma è santo perché a volte aveva voglia di smettere di tradurla.

Fermò tutta la sua opera per mesi per prendersi cura dei rifugiati. “Oggi dobbiamo tradurre i precetti delle Scritture in fatti”, affermò. “Anziché pronunciare parole sante, dobbiamo metterle in pratica”.

Per i cristiani, “ciò che misura la perfezione delle persone è il loro grado di carità, non la quantità di dati e conoscenze che possono accumulare”, afferma Francesco nella Gaudete et exsultate. “ Gli ‘gnostici’ fanno confusione su questo punto e giudicano gli altri sulla base della verifica della loro capacità di comprendere la profondità di determinate dottrine”.

Potreste essere gnostici se dividete i credenti in gruppi diversi.

Se pensiamo che sia la nostra conoscenza a contare, iniziamo a pensare a noi stessi come ad esseri “perfetti, migliori della ‘massa ignorante’”, dice Francesco citando l’avvertimento di San Giovanni Paolo II sul fatto che i più istruiti non devono sentirsi in qualche modo superiori agli altri fedeli.

Il vescovo gnostico Stephan Hoeller scrive che gli gnostici separano l’umanità in tre tipi di persone: “ilici”, legati alla ricerca dei piaceri terreni, “psichici”, che seguono le regole religiose, e “pneumatici”, i pochi capaci della vera gnosi.

I cattolici possono dividere il mondo nello stesso modo: in primo luogo le persone mondane senza speranza, tristemente fuori portata; in secondo luogo i “cattolici della domenica”, che vanno in chiesa ma non colgono le cose come loro; infine i cattolici “seri” o “devoti”, che comprano i libri giusti, leggono i blog giusti e conoscono il Catechismo.

È quasi l’opposto del modo in cui vede il mondo Gesù: Egli ha teso la mano a peccatori e prostitute, ha apprezzato tutti i suoi discepoli e ha riservato le sue parole più dure ai farisei, che pensavano di essere speciali.

Francesco dice che bisogna smettere di sentirsi speciali: “Possiamo e dobbiamo cercare il Signore in ogni vita umana”, scrive.

Potreste essere gnostici se pensate di capire totalmente la fede.

Abbracciare Dio significa abbracciare un mistero. Non possiamo comprendere Dio o esaurirne il significato. Al massimo possiamo stare di fronte a Lui e apprezzarlo.

“È anche tipico degli gnostici credere che con le loro spiegazioni possono rendere perfettamente comprensibili tutta la fede e tutto il Vangelo”, scrive Papa Francesco.

Sì, potete e dovreste pensare attraverso la lente degli insegnamenti della Chiesa, ma Francesco mette in guardia contro la tendenza a “ridurre l’insegnamento di Gesù a una logica fredda e dura che cerca di dominare tutto”.

Se pensate di aver capito Dio e di poter giudicare come farebbe lui potreste essere gnostici.

Ma potete smettere di essere gnostici.

Papa Francesco parla molto dello gnosticismo nel documento, ma afferma anche che si può essere liberati dallo gnosticismo dalla fede in Gesù Cristo.

Gesù, del resto, ha detto: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
gnosticismopapa francesco
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