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Chi detiene il record per la canonizzazione più rapida della storia?

SAINT PETER MARTYR
Public Domain
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Probabimente San Pietro Martire, meno di un anno!

Per l’efficacia della sua oratoria, Pietro si conquistò uno status significativo nella Chiesa, e col tempo divenne inquisitore per la regione della Lombardia. Questo prodotto di un ambiente cataro era ora l’anti-cataro di maggior spicco della sua terra, e agli occhi di molti “non avrebbe potuto presentarsi uno spettacolo più odioso”, come scrive Prudlo. Per questo i nemici di Pietro iniziarono a ordire un piano per ridurlo al silenzio.

Il 6 aprile 1252, alla periferia di Milano, un assassino assoldato dai catari tese un’imboscata a Pietro e lo attaccò con un’arma simile a un machete chiamata falcastro. La leggenda dice che Pietro pronunciò il Credo apostolico nel poco tempo che ebbe tra la prima ferita e quando l’assassino gli sferrò il colpo finale.

Alcune fonti sostengono che l’agonizzante Pietro affondò le dita nelle sue ferite e usò il proprio sangue per scrivere le prime parole del Credo apostolico (“Credo in Deum”) a terra. Un racconto tanto drammatico è probabilmente apocrifo. Anche il compagno di viaggio di Pietro, un altro domenicano, venne ferito e morì alcuni giorni dopo.

L’assassino, Carino da Balsamo, riuscì a fuggire. In seguito si pentì delle sue azioni ed entrò in un monastero domenicano, in cui rimase come devoto penitente laico fino alla fine dei suoi giorni.

Anche se Pietro aveva molti nemici, aveva anche strenui difensori, e gli sono stati attribuiti vari miracoli anche in vita. Per la gerarchia ecclesiastica, la sua vita franca e la morte violenta offrivano un esempio accattivante di un lottatore caduto nella guerra contro gli eretici.

Il 9 marzo 1254, appena 337 giorni dopo la sua morte, Pietro da Verona è stato canonizzato da Papa Innocenzo IV. Il record precedente per la canonizzazione più rapida apparteneva ad Antonio da Padova, entrato ufficialmente nella santità 352 giorni dopo la sua morte nel giugno 1231.

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