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Si può allattare dopo un tumore al seno? Sì, c’è chi lo vive e ce lo racconta

MAMMA, ALLATTA, CASA

Shutterstock

Annalisa Teggi - Aleteia - pubblicato il 20/04/18

Una foto su Instagram fatta di cicatrici e sorrisi: così una mamma ha condiviso la sua storia di malattia e tenacia

«Siccome la cerimonia è un po’ lunga, qualcuno piange di fame… Se è così, voi mamme allattateli senza paura, con normalità, come la Madonna», era il gennaio 2017 quando il Papa incoraggiò le mamme a non vergognarsi di allattare, anche in chiesa. È un gesto naturale, ma per qualcuno può diventare un traguardo impossibile.

Sul profilo Instagram di Motherhood Risingè stata condivisa la foto di una madre che ha dovuto armarsi di coraggio e pazienza per poter tenere in braccio un figlio e, cosa ancora più improbabile nel suo caso, allattarlo: la diagnosi di tumore al seno l’aveva lasciata con ben poche speranze di poter coronare il suo sogno di maternità. È uno scatto in bianco e nero, lei sorride al bimbo attaccato all’unico seno in grado di nutrirlo; l’altro è visibilmente segnato da una cicatrice. Scrive accanto: «Dopo aver saputo del tumore, ho temuto che questo momento non sarebbe mai arrivato» (da Babyology).




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Ha voluto rimanere nell’anonimato, però questa donna ci informa di aver atteso 7 anni – fatti di quel duro combattimento che sappiamo essere la cura di un cancro – prima di poter dire che un miracolo era accaduto. Ha insistito con tenacia nel voler tenere un seno intatto e quando è diventata madre ha sospeso le cure per cinque mesi così da poter nutrire il neonato col suo latte. Quel che pareva impossibile da sognare è accaduto. Sono stati cinque mesi di intensa gratitudine e stupore, ora la donna ha dovuto riprendere le cure e smettere l’allattamento naturale, ma quel tempo di contatto fisico col suo bambino è stato un dono che le permetterà di affrontare la malattia con ancora più forza.

Il senso della condivisione fotografica di un momento così intimo è un messaggio di speranza per altre donne che attraversano o attraverseranno il medesimo percorso di malattia, che non deve diventare un cammino oscurato dalla disperazione. Sappiamo che ogni storia è a sé, che non tutti i viaggi ci portano per forza a coronare i nostri sogni. Confidiamo che qualunque cosa accada sulla strada del nostro futuro, anche drammatica, non sia mai un tradimento della nostra attesa di felicità, ma un’ipotesi misteriosa attraverso cui Dio ci porterà un bene … magari stravolgente rispetto alle nostre ipotesi. Resta vero il messaggio di speranza di questa madre coraggiosa, cioè di non abbattersi in partenza di fronte a una diagnosi impietosa.




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È noto che l’allattamento al seno, in condizioni normali, sia un ottimo strumento di prevenzione per il tumore al seno, come spiega Fedro Peccatori, direttore dell’Unità di trapianto allogenico all’Istituto europeo di oncologia di Milano:

«La mammella va incontro a trasformazioni durante la gravidanza e solo con l’allattamento la ghiandola mammaria completa la sua maturazione e così la cellula del seno è più resistente alle mutazioni che possono portare al tumore» (da Airc)

Anche in caso di cancro conclamato, l’allattamento non è impossibile. Prosegue Peccatori:

«Non è mai stato descritto un passaggio di cellule tumorali al bambino attraverso il latte materno e i trattamenti oncologici effettuati dalla mamma non modificano la qualità del latte e i suoi benefici».

Il consiglio è dunque quello di confrontarsi a cuore aperto con gli specialisti che seguono le terapie che ci vedono coinvolti e chiedere a chi ci è accanto di sostenere il nostro coraggio, di non lasciare che l’ombra scura della malattia ci privi della tenacia di aggrapparci alla speranza.




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