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Suor Erika: cercavo il principe azzurro e Dio mi ha abbracciata. La favola a lieto fine è la mia vocazione

RAGAZZA, PREGARE, CHIESA
Shutterstock
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Nel cuore della Ciociaria una giovane ragazza scopre che la sua inquietudine è la premessa per ascoltare il disegno di felicità piena che Dio ha in serbo per lei

L’incontro con don Mario, insieme alla compagnia degli amici del movimento, è stato il modo con cui Dio si è presentato a me e mi ha resa oggetto del Suo amore, stravolgendo la mia vita. Mi sono sentita amata e stimata, con tutti i miei limiti. Quando uno si sente guardato così, trova il coraggio di vivere pienamente la sua vita, senza temere nulla, con lo sguardo teso verso l’Alto. Sempre lavorando, mi sono laureata. Desideravo vivere come quei sacerdoti della casa di Frosinone, volevo portare al mondo lo sguardo di Cristo e continuare a seguire il carisma di don Giussani dentro la compagnia della Fraternità. Fu allora che incontrai suor Rachele, che aveva dato vita alle Missionarie di san Carlo.

Leggi anche: L’elogio funebre che ha fatto dire “Questa donna era davvero una santa!”

In questi sei anni trascorsi nella Casa di formazione, ho potuto sperimentare l’abbraccio di Dio alla mia vita attraverso la compagnia delle sorelle e l’insegnamento dei superiori. La sfida è stata scoprire i talenti che il Signore mi ha donato ed impiegarli nel migliore dei modi per servire l’opera di Dio.
Oggi ho la responsabilità dell’economato dell’istituto. Nonostante abbia un grande desiderio di partire per la missione, sono felice di questo compito che mi permette di scoprire altre cose di me.
Continuo a fare l’esperienza di essere guardata e amata e mi sento felice come una principessa nel suo regno. Per questo voglio dire il mio sì definitivo al Signore, appartenendo per sempre alle Missionarie.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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