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Il dono di Benedetto XVI a Celestino V, casualità o presagio?

POPE BENEDICT XVI COLLEMAGGIO
OSSERVATORE ROMANO / POOL / AFP
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La basilica di Collemaggio torna al suo splendore. Ricordiamo uno dei suoi grandi aneddoti legati al pallio del Papa emerito

Il 4 aprile 2018 i mezzi di comunicazione hanno informato con entusiasmo della ricostruzione della basilica di Collemaggio, simbolo del terremoto a L’Aquila, restituita al suo splendore e che dà speranza per il futuro. Nel tempio sono custoditi i resti di Papa Celestino V.

L’attualità torna a unire Papa Benedetto XVI, ritiratosi nel monastero Mater Ecclesiae, situato nei Giardini Vaticani, e il Papa eremita Pietro da Morrone (1215-1296). I due Pontefici condividono infatti alcuni tratti biografici. Secondo gli storici ecclesiali, per entrambi si può parlare di umiltà e servizio alla Chiesa, e tutti e due hanno rinunciato al papato anteponendo l’amore nei confronti di Dio ai propri interessi personali.

La ricostruzione della basilica in tempi record, a due anni dall’inizio dei restauri, porta con sé una speranza rinnovata immersa in una serie di coincidenze storiche sorprendenti.

Il 28 aprile 2009, dopo un terremoto devastante di 6,7 gradi Richter, Benedetto XVI si era recato nella zona per confortare la popolazione. Nella basilica di Collemaggio, Joseph Ratzinger aveva pregato davanti ai resti di San Celestino V.

Lo si voglia considerare o meno come un presagio divino, lo scenario è suggestivo: una chiesa distrutta, senza il tetto (che cade davanti alle telecamere in mondovisione), di cui sono rimaste in piedi solo le colonne ma che resiste.

In quel momento, il terremoto che viveva la Chiesa di Roma era di un’altra natura: la guerra alla pedofilia intrapresa dal Papa tedesco, lo studio della riforma, la ricerca del dialogo con il mondo islamico dopo il discorso di Ratisbona male interpretato e il futuro evento oltraggioso della violazione della fiducia del Pontefice in casa proprio per via di un “corvo”, il maggiordomo “fedele”, Paolo Gabriele, che sarebbe stato l’epicentro di uno scandalo di disinformazione contro la Chiesa.

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