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Perché smettere di chiedere scusa quando non si è dispiaciuti

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Anna O'Neil - pubblicato il 19/04/18

A volte ci sono cose migliori da dire di “Mi dispiace”

Non lo farò, mi ero ripromessa. Non chiederò scusa.

Ero alla Messa della mattina di Pasqua, ben più affollata del solito, e quindi ci siamo dovuti stringere nella fila di un ragazzo che si è talmente schiacciato che riusciva a malapena a entrare nel banco. I miei figli facevano… i bambini. Il primo faceva domande strane, il più piccolo aveva fame. Quando è arrivato il segno della pace ho aperto la bocca con l’intenzione di sussurrare “Grazie per aver sopportato questa invasione di banco!”, ma quello che è uscito è stato un “Mi dispiace veramente!”

Non ero dispiaciuta, perché non avevamo fatto niente di male. Tutti e quattro stavamo facendo del nostro meglio, è solo che il nostro meglio è un po’ turbolento. Ho detto “Mi dispiace” piuttosto spesso. Non solo quando mi dispiace davvero perché so che ho fatto qualcosa di sbagliato. In genere chiedo scusa come difesa. È un modo per far scemare la rabbia altrui prima ancora che monti.

È una manipolazione, ma funziona. È piuttosto difficile dire a qualcuno che deve fare di meglio quando ti batte sul tempo. Allo stesso tempo, però, l’abitudine può davvero erodere la propria autostima. Ogni volta che si chiede scusa per qualcosa che non si può controllare o che non è davvero un problema, ci si convince un po’ di più del fatto che si ha un motivo per chiedere perdono.

È chiamato Effetto della Verità Illusoria. Non solo le persone tendono a credere che qualcosa sia vero più lo sentono ripetere, ma tenderanno a credere alla bugia anche quando sanno che è di questo che si tratta. L’Effetto della Verità Illusoria è il motivo per il quale gli slogan pubblicitari funzionano così bene, e per cui le notizie false e i pettegolezzi si diffondono tanto rapidamente e fanno tanto danno. È per questo che più diciamo ad alta voce che ci dispiace, anche quando sappiamo di non aver fatto nulla di sbagliato, più iniziamo a credere che dovremmo essere dispiaciuti. Ciascuna di quelle richieste di scuse superflue erode la nostra fiducia in noi stessi e la nostra autostima.

Ci sono opzioni molto migliori che chiedere semplicemente scusa. Siete sicuri che non stiate cercando in realtà di dire “Grazie”? L’artista Yao Xiao ha fatto una giusta osservazione: “Se volete dire ‘Grazie’, non dite ‘Scusa’. Non dite ‘Scusa se sto sproloquiando’, dite ‘Grazie per aver ascoltato’”.

Adoro questo consiglio. Avrei potuto dire al ragazzo in chiesa “Grazie per averci fatto spazio”. Non sarebbe stato meglio per entrambi?

Sto lavorando per eliminare le scuse provocate dall’insicurezza per una serie di ragioni – non mi aiuta, e cose peggiore, non è giusto nei confronti degli altri. Quando dico ai miei ospiti “Scusate, la casa è in disordine!”, sto cercando di far dire al mio interlocutore “Scherzi? È fantastica!” È una manipolazione, e rende l’altra persona responsabile della nostra insicurezza. La mette in una posizione in cui se non vuole rassicurarci è sgradevolmente ovvio.

Spesso, anziché chiedere scusa per un non-problema, è meglio non dire niente. Non fate la prima mossa. Aspettate che sia l’altro a muoversi, e poi reagite in modo appropriato.

Dopo la Messa di Pasqua, il ragazzo con cui mi ero scusata mi ha detto: “Posso dirle una cosa?” Sono avvampata, sicura che mi avrebbe criticata. “In genere non mi dà fastidio quando i bambini fanno rumore a Messa”, ha detto. Ho aspettato, approntando le mie controargomentazioni per l’inevitabile “…ma…”. Ma lui non ha continuato. Stava cercando di rassicurarmi. Penso di averlo guardato un po’ troppo a lungo prima di capirlo. È stata una lezione che ho imparato – le mie scuse non sono sempre necessarie.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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