Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Tra il cancro e i tossicodipendenti: così Carlo ha vinto la sua battaglia per la vita!

JPC-PROD/Shutterstock
Condividi

La storia di un grande uomo che per anni è riuscito ad affrontare (e superare) un’impresa titanica: lavorare in una comunità di recupero e allo stesso tempo sostenere sua moglie malata di un grave tumore al seno

Vivere la propria vita tra il supporto alla moglie Maria, malata di cancro, e il lavoro in una comunità di recupero tra prostitute, alcolisti, tossicodipendenti.

Una storia assurda ma vera, quella che ha deciso di raccontare Carlo Della Rovere (per la privacy non è il vero nome), in Vite Nascoste (Europa edizioni). E lo ha fatto per un motivo ben preciso: scrivere per sfogare il grande stress accumulato in queste due battaglie coraggiose che si sono incrociate nella sua vita.

Carlo è l’immagine dell’uomo che non si piega di fronte alle difficoltà, che si batte come un leone per andare oltre ogni ostacolo, che affronta sfide durissime, stringendo i denti: un lottatore a cui ispirarsi nei momenti di sconforto, tanto più se la propria storia è simile alla sua!

Il giorno che si accorsero del tumore

Scrive Carlo:

«Era circa un anno che lavoravo come operatore in una Pronta Accoglienza – che è la prima parte del programma di comunità, dove le persone entrano dalla strada, sporche, povere, con la testa piena di sostanza ed il corpo pieno di terapie e farmaci prescritti dal SERT, e da dove cominciano il loro nuovo inferno che mia moglie scoprì di avere un nodulo al seno. Mentre eravamo in ferie.

Ricordo che eravamo all’Isola del Giglio in Toscana, e io Maria e Chiara eravamo stati alzati tutta la notte a sentire il verso dei gabbiani, su una scogliera. Il giorno dopo mi disse che si era accorta di avere un nodulo al seno. Tornati a casa, siamo andati all’ospedale dove le fecero un ago aspirato, e devo dire che eravamo abbastanza tranquilli.

Ma poi il risultato fu che si trattava di un tumore, maligno per di più. Panico. A due persone con una figlia di cinque anni e mezzo era arrivata una mazzata che pesava tonnellate».

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni