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Wikipedia, terra di missione

WIKIPEDIA
© Shutterstock
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Ricerca della verità, senso del servizio reso, umiltà nel contraddittorio, ma anche obiettivi modesti… E se la posta in gioco per i cristiani, su Wikipedia, non fosse soltanto quella di redigere articoli, ma anche quella di mettere le virtù cristiane al servizio dell’evangelizzazione?

Tra i 10 siti più frequentati in rete, senza distinzione di generi, uno solo esiste dal principio dell’internet e senza alcuna pubblicità. Si tratta naturalmente di Wikipedia, l’enciclopedia libera e gratuita creata 17 anni fa. Soltanto dopo un mese dalla sua comparsa sull’internet, vedeva la luce la pagina su “Cristo”. Un risultato simbolicamente pregnante, per i tre preti (o futuri preti) – Will Conquer di Monaco, Alek Shrenk di Pittsburgh, Simon Donnelly di Johannesburg – particolarmente coinvolti nell’enciclopedia online. Per sottolineare il mese del contributo francofono su Wikipedia, il 17 aprile 2018 essi hanno presentato all’Institut Saint-Louis di Roma una mostra dedicata al ruolo della Chiesa sul sito.

Per padre Alek, la Chiesa non deve solamente essere presente nell’enciclopedia, essa deve anche diventare né più né meno che «lo strumento della nuova evangelizzazione alla quale aveva esortato Papa Giovanni Paolo II». Certo: i religiosi, i canonisti, i teologi, possono arricchire particolarmente l’enciclopedia anche col loro sapere. Ma lo sforzo di evangelizzazione consiste pure nel «rendere le loro conoscenze accessibili a tutti», in particolare alle persone lontane dalla Chiesa.

Evangelizzare rappresenta in effetti la caratteristica propria del cristiano che contribuisce a un’opera come Wikipedia – ritiene da parte sua anche Will Conquer, missionario e studente al Seminario Francese di Roma. Perché «per il nostro battesimo e la nostra confermazione siamo missionari de facto».

I cristiani francofoni beneficiano di un eccellente campo di gioco: si conta qualcosa come 1,9 milioni di articoli in francese contro i 5,6 milioni in inglese [l’edizione italiana, invece, conta all’attivo 1,4 milioni di articoli, classificandosi dunque come l’ottava per numero di voci, tra l’edizione russa e quella ispanica, N.d.T.]. La Francia è dunque in un consistente ritardo, specialmente per quanto riguarda le pagine legate alla Chiesa: l’articolo dedicato l’invio degli apostoli in missione da parte di Cristo, per prenderne giusto uno, ne è un esempio flagrante, osserva Will. Questo episodio, chiamato “Great Commission” in inglese, esiste in 16 lingue, tra cui il croato e il giapponese, ma non è ancora disponibile in francese

Gli apostoli ci sono venuti 2mila anni fa! – scherza il giovane sacerdote – ma non sono ancora arrivati su Wikipedia! Tocca a noi portarceli.

Una “squadra speciale” missionaria

La sfida è di livello: «Questo sito è la prima fonte d’informazione sulla Chiesa», spiega il giovane senza mezzi termini. Un uomo lontano dalla Chiesa che desideri conoscere il senso dell’Eucaristia, la vita di un santo o il senso di una festa, andrà prima di tutto su Wikipedia.

La potenza di fuoco di Wikipedia è impressionante: quando Arnaud Beltrame è morto, subito è stata creata una pagina. Essa è stata consultata da circa 100mila francesi in 24 ore. I lettori hanno così «potuto apprendere che era un cristiano impegnato e fino a che punto la fede aveva contribuito al suo gesto eroico», afferma soddisfatto Will Conquer. E dunque,

non si può più ignorare che questo sito è divenuto imprescindibile e che lo stadio del sito mediocre veicolatore di soli errori è stato superato da un pezzo.

«Scuotere la polvere dai sandali»

Certo, come nella vita vera, i cristiani non saranno mai completamente al sicuro da eventuali opposizioni o controversie. «Conviene dunque scuotere la polvere dai nostri sandali e remare verso altri orizzonti», raccomanda il giovane diacono, e lavorare a nuove pagine consacrate a personaggi più modesti. Un buon modo di esprimere umiltà. Will ha creato in tal senso la pagina di mons. Jean Félix Onésime Luquet, architetto e missionario in Asia. «Quanti andranno a leggerla? Sicuramente pochissimi, ma non per questo essa è meno importante», ritiene il seminarista. Quel prelato ha un contatto con le Missioni estere di Parigi, con l’architettura e anche con un paesino nell’Est della Francia: «E ciò fa che siano numerose le occasioni di incappare in lui».

Per il futuro prete, si tratta di prendere di petto le responsabilità che incombono sul cristiano:

Non ci si può lamentare della scristianizzazione e al contempo restare fuori da una piattaforma come Wikipedia.

Soprattutto – è la sua precisazione – quando si constata che alcune città possiedono una pagina sul proprio stadio da calcio ma non una sul loro campanile.

Senza dimenticare che evangelizzare sull’enciclopedia online è alla portata di chiunque, in particolare di quanti hanno difficoltà a dare testimonianza di Dio nel loro entourage, considera il seminarista. A condizione che non si arretri davanti a nulla: correggere gli errori, la sintassi, poi le informazioni e infine redigere articoli… tutto fa parte della missione.

[traduzione dal francese a cura di Giovanni Marcotullio]

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