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E se mio figlio ha lo streptococco? Che cos’è, come si cura, quali le possibili complicazioni

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Ospedale Bambino Gesù - pubblicato il 17/04/18

• Le “placche” non sono sinonimo di streptococco. Possono comparire anche in occasione di infezioni virali (per esempio nella mononucleosi, o nelle infezioni da adenovirus). Per questo, se ci sono “placche” sulle tonsille non bisogna mai iniziare  l’antibiotico senza prima aver verificato la presenza dello streptococco con un tampone.
• Le faringotonsilliti da Streptococco beta emolitico di gruppo A sono praticamente le uniche faringotonsilliti che richiedono
un trattamento antibiotico. Per questo è opportuno verificare sempre la presenza di streptococco con il tampone.
Non è opportuno iniziare la terapia antibiotica se non è stato eseguito un tampone.
• La terapia può abbreviare e attenuare il mal di gola, ma ha principalmente lo scopo di prevenire le complicanze (vedi pag. 8).
• Per garantire la prevenzione della Malattia Reumatica, la terapia antibiotica deve essere iniziata entro 9 giorni dall’inizio del
mal di gola. Quindi non abbiamo fretta: per iniziare l’antibiotico, possiamo aspettare tranquillamente il risultato del tampone.
• L’antibiotico di scelta è sempre l’amoxicillina. L’80% degli streptococchi è resistente agli antibiotici appartenenti alla classe
dei macrolidi (tipo la claritromicina o l’azitromicina) che quindi vanno evitati.

• Esiste un’alta frequenza di portatori di streptococco. In altre parole, il batterio è presente nella gola di una percentuale di bambini (tra i 3 e i 15 anni) che varia tra il 5 e il 20%, senza causare una vera e propria infezione.

• Nei portatori di streptococco la terapia è completamente inefficace.
Per questo, non ha senso trattare un bambino con tampone positivo ma senza sintomi (quindi senza mal di gola e senza febbre).

FARINGE E TONSILLE
Bambin Gesù

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Tags:
batteri
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