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Perché la Chiesa siriana non condanna Assad ma è critica con ribelli e Nazioni Unite?

AFP / BULENT KILIC

AKCAKALE,TURKEY: Syrians fleeing the war rush through broken down border fences to enter Turkish territory illegally, near the Turkish border crossing at Akcakale in Sanliurfa province. Turkey said it was taking measures to limit the flow of Syrian refugees onto its territory after an influx of thousands more over the last days due to fighting between Kurds and jihadists. Under an "open-door" policy, Turkey has taken in 1.8 million Syrian refugees since the conflict in Syria erupted in 2011. AFP / BULENT KILIC

Gelsomino Del Guercio - Aleteia Italia - pubblicato il 17/04/18

Il dossier di Aleteia. Abbiamo ascoltato tre esperti di Medio Oriente che spiegano il perché di questa posizione ecclesiastica e se è in contrasto con le idee di Papa Francesco

Nelle scorse ore Papa Francesco e il patriarca ortodosso di Mosca Kirill si sono parlati al telefono per dialogare sulla Siria, proseguendo sulla strada dell’impegno comune sulla via della pace.

Dopo il Regina Coeli del 15 aprile, il Santo Padre ha anche lanciato un nuovo appello «a concordare un’azione comune in favore della pace in Siria e in altre regioni del mondo», si è quindi appellato a «tutti responsabili politici, perché prevalgano la giustizia e la pace».

Rispetto all’equilibrio di Bergoglio, la Chiesa siriana è intervenuta sul conflitto con parole e posizioni molto dure.

Il cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, si è espresso sulla minaccia di bombardamenti nel Paese. Il porporato lamenta il fallimento degli organismi internazionali, in particolare del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, e chiede che il flagello della fuga della popolazione termini.




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Il Nunzio: fuori la verità sugli attacchi chimici

Il cardinale ha richiamato fortemente la comunità internazionale a esaminare sul posto le responsabilità delle violenze e in particolare si è rivolto al Consiglio di Sicurezza dell’Onu a cui chiede di appurare la verità sull’uso di armi chimiche contro la popolazione. «Non sarebbe la prima volta», ha affermato: «imputo la responsabilità» di quanto non si riesce a fermare «al fallimento delle Nazioni Unite». Troppi «veti», troppe «impasse» impediscono di punire «abominevoli delitti» che si compiono(Vatican News, 15 aprile).

La condanna per i raid

Molti esponenti della Chiesa siriana hanno condannato i raid aerei coordinati dagli Stati Uniti: «Usano la menzogna per depredare il nostro Paese». Padre Ibrahim al quotidiano svizzero Il Giornale del Popolo (15 aprile) ha lanciato un appello disperato: «Non finirà presto, pregate per noi».

Le suore di Damasco sono uscite allo scoperto contro i ribelli, ritenuti responsabili di bombardamenti sulla capitale e in particolare su strutture ecclesiastiche (Aleteia, 6 marzo 2018).

“Il governo ci difende”

Padre Munir Hanashy, parroco a Damasco e direttore delle scuole salesiane nella capitale siriana (raggiunto al telefono dopo ore di bombardamenti sulla capitale siriana da parte dei “ribelli”) a Il Sussidiario (1 marzo) ha detto che «sarebbe ora di ammettere che ci sono due facce alla medaglia dipinta da Obama e dal suo successore Trump». «A Damasco sono anni che siamo attaccati (..) un governo che ha a cuore i suoi cittadini» prova a «cercare di difenderci» .




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Tre punti saldi della Chiesa

Aleteia ha chiesto a tre esperti di Medio Oriente, e in particolare della questione siriana, come interpretare l’atteggiamento della Chiesa in Siria, che è 1) condanna ai raid; 2) nessun intervento contro Assad; 3) parole dure per il fronte dei ribelli. 

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