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Cosa accade dopo l’eroico blitz dei genitori di Alfie Evans in ospedale

Alfie e seu pai Tom Evans
Tom Evans / Kate James
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Ieri sera s'è verificato ciò che pareva troppo bello anche solo da sognare: Thomas Evans e Kate James hanno impugnato il loro diritto parentale e hanno tentato di prelevare il piccolo Alfie alla vigilia dell'esecuzione della sentenza di morte del giudice Hayden. Li hanno ostacolati con l'intervento della forza pubblica. Ora si attende a breve il nuovo intervento del giudice.

Aggiornamento delle 13:05 – Fissata un’udienza in appello per lunedì.

Fonte: dichiarazione di ufficiali giudiziari presso la corte, le riporta il Mirror.


Aggiornamento delle 13:00 – È in corso il dibattimento tra gli avvocati delle parti e presieduto dal giudice Hayden sulla facoltà dei genitori di esigere la ri-assegnazione del personale curante e la dimissione di Alfie. L’eliambulanza polacca rimane in attesa del permesso per il trasferimento.


Aggiornamento delle 12:30 – COMUNICATO dell’ALDER HEY HOSPITAL, rilasciato stamane sul sito della struttura.

La scorsa notte l’ospedale ha subito notevoli disagi dovuti alla vasta protesta che riguarda uno dei nostri pazienti.

Vogliamo rendere merito al nostro incredibile staff, che ha lavorato infaticabilmente in condizioni di estrema difficoltà nel gestire le conseguenze di tali disagi.

Alder Hey è un luogo speciale con personale altamente qualificato, professionisti che dedicano la loro vita alla cura e all’accudimento di migliaia di bambini disabili e malati ogni anno.

La nostra priorità sarà sempre la protezione e il mantenimento del benessere dei pazienti e dello staff, di continuare a provvedere con cure elevate ai pazienti e le famiglie, cosa sappiamo essere riconosciuta da colleghi di tutto il Sistema Sanitario Nazionale oltre che di un più largo pubblico.

Nonostante le dichiarazioni dell’Alder Hey, numerose testimonianze di famiglie e pazienti hanno denunciato negligenze da parte del personale nei reparti pediatrici, come riportato da Benedetta Frigerio su La Nuova Bussola Quotidiana. Denunce cui negli ultimi giorni si sono aggiunte anche quelle della famiglia Evans.


Questo venerdì doveva essere quello della passione di Alfie Evans. Così aveva deciso Sir Anthony Paul Hayden, Mr. Justice di Sua Maestà Britannica, ovvero

un giudice, un giudice

con la faccia da uomo,

come lo avrebbe chiamato Fabrizio De André parafrasando Edgar Lee Masters.

Così non è stato, perché ieri sera è accaduto qualcosa di talmente bello che pochi tra noi (e devo escludermi da quel novero) osavano sperare: quei due incredibili ventunenni che sono i genitori di Alfie Evans hanno tentato un blitz in ospedale.

Benché giovani, non ci erano mai sembrati spauriti, ma qualcuno aveva tentato di farli passare per sprovveduti: l’alternativa che si pone tra il fare e il non fare pare perlopiù aperta a prospettive massimaliste – insomma, o rassegnarsi alle “crude stelle” o imbracciare un lanciafiamme e fare il Vietnam. E invece Thomas Evans era stato in uno studio legale a Londra, aveva chiesto se davvero le leggi del Regno gli impedissero di trasferire suo figlio, e la risposta (sorprendente, a questo punto) era stata che no, niente poteva impedirgli di portarlo via e di accompagnarlo in altro centro di cura, purché venissero rispettate le condizioni tecniche per il trasferimento di un bambino in situazione tale da necessitare un ausilio per la ventilazione.

Il giovane padre si è presentato con la dichiarazione dello studio legale e un team di medici polacchi, con un respiratore portatile e con un’ambulanza privata parcheggiata fuori dalla porta dello stabile: a Londra, frattanto, faceva tenere pronto al decollo un aereo privato fornito di tutta l’attrezzatura necessaria.

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