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L’elogio funebre che ha fatto dire “Questa donna era davvero una santa!”

SISTER MARY AUGUSTA BIOLCHINI FSP
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Ha servito il Signore come suora per più di 80 anni e ha affascinato le consorelle fino alla fine

Suor Mary Augusta Biolchini, FSP, la nostra cara consorella che aveva appena compiuto 102 anni, è morta serenamente il 28 marzo. È spirata nel nostro convento durante il funerale di un’altra consorella, suor Philomena. Suor Augusta era così. Era sempre dietro le quinte, offrendo il sostegno della sua preghiera e svolgendo compiti semplici per servire la comunità e il Signore. Era una suora generosa e splendida il cui semplice amore per il Signore era contagioso. Tutte noi suore le volevamo davvero molto bene. Quando condividevamo i nostri ricordi su di lei, una delle poche suore missionarie italiane presenti ha detto: “Che si può dire di suor Augusta? Tante cose… Un libro pieno! Ma posso dire che non mai sprecato neanche un minuto. Non ha mai sprecato un minuto della sua vita”. Anche la gente che non l’aveva mai conosciuta riconosceva la sua santità. Dopo il funerale e la sepoltura di suor Augusta, l’impresario delle pompe funebri ha detto a tutte le suore riunite: “Sono andato a molti funerali in vita mia, ma questo elogio funebre è stato il più bello che abbia mai sentito. Questa donna era davvero una santa!”

Vorrei condividere lo splendido discorso pronunciato dalla nostra provinciale, suor Donna William, FSP, che ha toccato quell’uomo che ne ha sentiti sicuramente moltissimi. La maggior parte di voi che lo leggerete non ha probabilmente conosciuto suor Augusta, ma sono certa che verrete edificati dalla santità di vita che brilla attraverso queste semplici storie. È la stessa luce che ha brillato attraverso l’anima semplice e meravigliosa di suor Augusta in questa vita e che ora splende su di lei in Paradiso.

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Elogio funebre per suor Augusta

L’ultima volta in cui suor Augusta è andata al Pronto Soccorso per essere ricoverata per un’influenza, il medico le ha chiesto: “Sorella, come si sente?” Lei ha risposto: “Sento che Gesù è con me”.

Questa semplice affermazione è uno splendido riassunto di tutta la sua vita – una vita ricca di 102 anni, vissuta con Gesù e per Gesù, con oltre 80 anni trascorsi nella nostra Congregazione. Viveva di amore e Rice Krispies – e anche di prodigiose quantità di zucchero nel caffè –, ma soprattutto d’amore. Scherzando attribuivamo la sua longevità alla sua insalata di tarassaco che preparava anni fa, scegliendo lei stessa le erbette e poi preparandole con olio e spezie. Era sempre generosa nel dividerla con chiunque volesse provarla, anche se pochi ne chiedevano una seconda porzione. E comunque sia, tutti lavoravano per suor Augusta. A 99 anni ha annunciato: “La vecchiaia è arrivata”. Ma non aveva paura della morte. Aspettava con ansia di andare in cielo e rifletteva spesso sui misteri eterni. Parlava delle difficoltà di invecchiare dicendo che stava andando “giù, giù, giù”, ma che poi sarebbe andata “su, su, su”; lì avrebbe visto la Beata Vergine, che le avrebbe detto (per usare le parole della stessa suor Augusta): “Augusta! Benvenuta! Vieni qui e siediti accanto a me!”

Quanti splendidi esempi ci ha dato questa sorella! Fede, semplicità, umiltà, gioia… Queste sono solo alcune delle qualità e delle virtù che suor Augusta ha incarnato, ma sono tra le pietre miliari della sua vita straordinaria. Soprattutto, era una donna piena di amore per Cristo, a cui era rivolto tutto il suo essere – tutto ciò che era e che faceva. La sua preghiera preferita a Gesù – “Tutto per te” – era una continua offerta di sé a Lui. Amava trascorrere il tempo con il Maestro, immergendosi nella preghiera. Il suo atteggiamento e il suo comportamento in cappella testimoniavano la sua reverenza. Nel corso degli anni aveva sviluppato una routine quotidiana – dalla camera da letto giù per la scalinata posteriore fin qui, in cappella, al piano inferiore; era diventata così abituale che a un certo punto abbiamo dovuto mettere delle campanelle sulle porte dell’infermeria per avvertire le nostre infermiere che stava cercando di scendere da sola. Le campanelle in realtà non funzionavano, visto che aveva imparato a gestire bene le sue “fughe” a livello di tempo e spesso era in grado di scendere prima che chiunque riuscisse a fermarla. Suor Augusta non riusciva a capire perché a cent’anni dovesse aspettare qualcuno che la accompagnasse giù. Non vedeva l’ora di stare con Gesù varie volte al giorno; sapeva che la stava aspettando.

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