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Sei cattolico e non ci sai fare negli appuntamenti? Ecco il perché

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Alex | CC0

Cecilia Pigg - pubblicato il 09/04/18

...e cosa fare per risolvere il problema

Come managing editor di un sito di appuntamenti cattolico, ritengo che ci siano tre problemi quando si parla di uscire con qualcuno.

Da una parte, gli appuntamenti secolari riguardano il fatto di sentirsi bene sul momento, mentre l’impegno a lungo termine non è previsto, almeno all’inizio. Le persone di fede single che conosco, soprattutto cattoliche, vogliono qualcosa che duri – il matrimonio per tutta la vita –, con tutti i sacrifici che comporta, e che sia chiaro fin dall’inizio.

Dall’altro lato, nel mondo cattolico degli appuntamenti, se si è abbastanza fortunati di avere intorno molti single cattolici (forse si vive in una città con una cospicua comunità cattolica, o si è frequentata un’università cattolica) si potrebbe essere colti da una fobia nei confronti dell’impegno di tipo diverso.

Ho constatato che nei circoli cattolici le persone sono così consapevoli dell’importanza dell’impegno che chiedere a qualcuno di uscire viene a volte percepito come una sorta di proposta di matrimonio. Il pensiero prevalente sembra essere: “Illudere qualcuno è un peccato terribile, per cui è bene essere sicuri di poterla sposare prima di chiederle di andare a prendere anche solo un caffè”.

L’unica spiegazione a cui riesco a pensare per questo scenario è che finora la cultura cattolica ha cercato di allontanarsi talmente dal mondo secolare fatto di appuntamenti casuali da ritrovarsi in uno strano deserto in cui i cattolici single sono bloccati per sempre in schemi di gruppo (senza possibilità di incontri uno-a-uno finché entrambi non sono certi che l’altro sia molto interessato).

E poi constato una terza cosa, ovvero che se si esce con un altro cattolico single si cade in situazioni strane. Si va a un appuntamento e se ne esce più confusi di prima, o ci si scrive a ripetizione ma non si incontra mai la persona faccia a faccia, o ancora l’appuntamento inizia in modo così impacciato che non si riesce neanche a immaginare che possa avere un seguito.

Perché accade questo?

Onestamente, dal mio punto di vista, il problema è sempre lo stesso: la gente non sa gestire gli appuntamenti. I non cattolici non lo sanno fare. I cattolici “normali” neanche, e lo stesso vale per i “supercattolici”.

A questo va aggiunto il fatto che gli appuntamenti non sono il fine, che è invece il matrimonio. Uscire insieme è un mezzo per raggiungere un obiettivo, ma bisogna usare bene questo mezzo e trovare un equilibrio tra due estremi: uscire solo per riempire il vuoto provocato dalla solitudine e uscire perché si pensa che ci si debba fidanzare dopo i primi due appuntamenti.

Gli appuntamenti sono un’abilità che più persone devono acquisire. Ecco una serie di domande da porsi su come si gestiscono gli appuntamenti. Pensateci come a una sorta di esame di coscienza…

  1. Dovete essere pronti a uscire con qualcuno. Voi siete l’unico elemento che potete controllare nel processo degli appuntamenti, quindi dovreste essere sicuri di essere preparati! Controllatevi. Avete un sano senso di autostima? Avete fiducia in quello che siete? (Il vostro futuro coniuge si innamorerà di voi! Vi sentite a vostro agio con questo fatto? Siete pronti a condividere voi stessi con qualcun altro?) Qual è il bagaglio che portate che potrebbe ostacolare un rapporto sano? Avete riposto le vostre aspettative nelle cose giuste?
  2. Quali sono le migliori pratiche esistenti per gli appuntamenti? Come si “misurano” i vostri appuntamenti? I messaggi che mandate danneggiano la vostra vita da questo punto di vista? Andate a un primo appuntamento in luoghi che favoriscono la conversazione e non sono troppo cari o formali?
  3. Per i ragazzi: permettete che la paura di essere rifiutati vi paralizzi? E se è così, perché? Rimanete a casa flirtando via messaggio senza avere il coraggio di chiedere a qualcuno di uscire?
  4. Per le ragazze: vi aspettate che i ragazzi vi leggano nella mente ed esigete che facciano la prima mossa anziché mostrare interesse e magari fare voi il primo passo? O siete talmente coinvolti nell’organizzare da sole i vostri primi appuntamenti e poi vi stupite perché nessun ragazzo ve ne chiede mai un secondo?
  5. Uscite con qualcuno solo per non rimanere da soli? C’è qualche bandiera rossa nel vostro rapporto? Siete compatibili per un impegno che dura tutta la vita anziché solo per appuntamenti saltuari e divertenti? Insistete troppo sul discernimento relativo al matrimonio al primo appuntamento? O state aspettando troppo per discernere il matrimonio con qualcuno in un rapporto e quindi tirate per le lunghe una relazione che non va?

Spero che queste domande possano esservi di aiuto. Ci sono vari modi per migliorare la vostra esperienza in fatto di appuntamenti, e il primo passo sta solo a voi. Se vi interessano dritte più pratiche, questo corso può esservi utile. Faccio parte del team che l’ha ideato e quindi sono un po’ parziale, ma molte persone mi hanno detto che le ha aiutate.

Iniziamo una rivoluzione negli appuntamenti cattolici! Voglio andare a una miriade di matrimoni cattolici nel prossimo decennio. Forza, rendiamo questo desiderio una realtà!

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
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