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Nemici e insidie della santità: il Papa ci dice cosa dobbiamo temere

POPE FRANCIS GENERAL AUDIENCE
Antoine Mekary | ALETEIA | I.MEDIA
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Nella nuova esortazione apostolica “Gaudete et Exsultate”, Francesco torna a parlare del diavolo

«La vita cristiana è un combattimento permanente. Si richiedono forza e coraggio per resistere alle tentazioni del diavolo e annunciare il Vangelo. Questa lotta è molto bella, perché ci permette di fare festa ogni volta che il Signore vince nella nostra vita» (GE 158).

Leggi anche: I 4 modi principali per sconfiggere le tentazioni del diavolo

Il diavolo

E, dunque, il Papa non riduce la lotta a una battaglia contro la mentalità mondana che «ci intontisce e ci rende mediocri», né a una lotta contro la propria fragilità e le proprie inclinazioni. Ognuno ha la sue, precisa Francesco: la pigrizia, la lussuria, l’invidia, le gelosie, e così via. Essa è anche «una lotta costante contro il diavolo, che è il principe del male» (GE 159).

Emblematico questo passaggio:

Non pensiamo dunque che (il diavolo ndr) sia un mito, una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea. Tale inganno ci porta ad abbassare la guardia, a trascurarci e a rimanere più esposti. Lui non ha bisogno di possederci. Ci avvelena con l’odio, con la tristezza, con l’invidia, con i vizi. E così, mentre riduciamo le difese, lui ne approfitta per distruggere la nostra vita, le nostre famiglie e le nostre comunità, perché «come leone ruggente va in giro cercando chi divorare» (1 Pt 5,8) (GE 161).

Stordimento e torpore

Il cammino della santità richiede che stiamo con «le lampade accese», perché chi non commette gravi mancanze contro la Legge di Dio può «lasciarsi andare ad una specie di stordimento o torpore» (GE 164), che conduce a una corruzione che è «peggiore della caduta di un peccatore, perché si tratta di una cecità comoda e autosufficiente dove alla fine tutto sembra lecito» (GE 165).

Leggi anche: Da chi vengono le tentazioni, dal diavolo o da Dio?

L’aiuto del discernimento

Il dono del discernimento aiuta in questa battaglia spirituale, perché fa comprendere «se una cosa viene dallo Spirito Santo o se deriva dallo spirito del mondo o dallo spirito del diavolo» (GE 166).

Questa parte dell’Esortazione apostolica è il suo cuore pulsante. Per Bergoglio una vita santa non è semplicemete una vita virtuosa, nel senso che persegue le virtù in generale. Essa è tale, perché sa cogliere l’azione dello Spirito Santo e i suoi movimenti, e li segue.

«Senza la sapienza del discernimento – chiosa il papa – possiamo trasformarci facilmente in burattini alla mercé delle tendenze del momento» (GE 167).

https://www.youtube.com/watch?v=3W-znyMs2zI

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