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5 lezioni sulla Domenica della Divina Misericordia da “Paolo, Apostolo di Cristo”

PAUL APOSTLE OF CHRIST
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Il film ci ricorda che la misericordia non è semplice come a volte pensiamo

Quarto: la Divina Misericordia dovrebbe cambiare la nostra vita quotidiana

Il film presenta un ritratto avvincente del modo in cui vivevano i cristiani delle origini, molto simile a ciò che si legge nella prima Lettura della Domenica della Divina Misericordia, tratta dal capitolo 4 degli Atti degli Apostoli: “La moltitudine di coloro che eran venuti alla fede aveva un cuore solo e un’anima sola… Nessuno infatti tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano campi o case li vendevano, portavano l’importo di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; e poi veniva distribuito a ciascuno secondo il bisogno”.

Ma c’è un’ombra nella vita luminosa dei primi cristiani.

Nel film quest’ombra emerge in Cassio, stanco della persecuzione e che si ribella ad essa.

Nella Bibbia, l’ombra emerge in Anania e Saffira, che nei versetti successivi degli Atti vogliono tenere qualcosa in più per sé e non ottengono misericordia da Dio.

A chi assomigliamo di più? Ai cristiani radicali, che considerano i loro beni di proprietà di chi ne ha più bisogno, o a chi vuole tenere le cose per sé?

Quinto: la Divina Misericordia giunge attraverso l’obbedienza, non la ribellione

“L’amore è l’unica via” è una frase che si ripete spesso nel film.

È esattamente quello che dice Giovanni: “In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti”.

L’amore non significa sentimenti calorosi nei confronti di Cristo, cosa che porta i ribelli del film a fallire. L’amore non vuol dire avere una mente aperta e trattare gli altri con una gentilezza di base, perché questo non porta da nessuna parte il personaggio romano di spicco del film.

L’amore significa fare come Cristo comanda – anche quando le cose diventano molto, molto difficili.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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